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Le tensioni per una presentazione

La denuncia di Giovane Italia:
"Aggrediti militanti di CasaPound"


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Il comunicato di Giovane Italia è una grave denuncia. Eccolo: "Notte di follia a Palermo dove gli estremisti dei centri sociali hanno scatenato un’ondata di violenze contro i militanti e la sede di CasaPound. Quattro giovani sono stati aggrediti, nei pressi di un locale del centro, da una trentina di autonomi armati di bastoni. Soltanto l’intervento di una volante di passaggio ha evitato il peggio. I feriti sono stati medicati all’ospedale. Nelle stesse ore lo stesso gruppo di estremisti ha dato fuoco al portone della sede palermitana di CasaPound, nel quartiere Noce, provocando danneggiamenti all’intera palazzina e a due auto posteggiate. Questa escalation di violenza è da collegare alla campagna dei Centri sociali e dei Collettivi contro la presentazione del libro di Domenico Di Tullio “Nessun Dolore” che avverrà a Palermo mercoledì 23 marzo presso la libreria Mondadori, già oggetto di atti vandalici (nella foto)".

“'È l’ora della solidarietà verso i ragazzi di CasaPound – dichiara Mauro La Mantia presidente regionale di Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl – ma anche della denuncia di un clima di violenza in città intollerabile provocato dai Centri sociali e dai Collettivi. Siamo ormai davanti ad atti di vero e proprio terrorismo. Se non fosse intervenuta la volante ci sarebbe scappato il morto e l’incendio appiccato alla Noce avrebbe potuto provocare una strage. Ci chiediamo come mai non intervenga la Magistratura. Da anni denunciamo, con prove concrete, che il Centro Sociale Anomalia è la centrale dell’eversione violenta, all’interno di locali dell’Università occupati abusivamente. Eppure non si è mai proceduto allo sgombero. Certi magistrati di Palermo sono ormai troppo impegnati nei comizi politici piuttosto che difendere i cittadini e far rispettare la legge. Le minacce e le aggressioni mafiose degli antifascisti sono estremamente irritanti, ma certamente non intimoriscono. Il 23 marzo saremo alla Mondadori per difendere la libertà d’espressione”.


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