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Lo sfogo del consigliere comunale

"Caro Pd, rimboccati le maniche:
questa Sicilia merita di più"


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giovì monteleone, pd, sicilia, Politica
Giovì Monteleone, lei è stato consigliere comunale a Carini nelle fila del Pd fino al giugno 2010. Forte della sua attuale estraneità ai giochi di Palazzo, come vede da militante la situazione del suo partito in Sicilia?
"Ho avuto modo di esprimere un certo disagio quando già cominciava a delinearsi l’alleanza con Lombardo. I vertici parlano di progressi e risanamento della sanità, ma tutto questo non viene percepito dalla gente che continua ad attendere mesi e mesi per delle prestazioni mediche dietro liste d’attesa interminabili. Per non parlare della logica tipicamente berlusconiana, con la quale si formano gli organi dirigenti mediante designazione con l’escamotage delle liste bloccate, piuttosto che per elezione della base Non riesco bene a capire quale beneficio si può trarre in questo modo dal punto di vista del consenso".

Legge elettorale, finanziaria, persino su un articoletto della Targa Florio i contrasti interni del Pd riescono a paralizzare i lavori dell’Ars. D’accordo che i siciliani vi hanno mandato all’opposizione, però ora che si sono invertiti i ruoli qualche responsabilità nei confronti degli elettori l’avrà pure il Pd.
"Parlando con tanti compagni, mi rendo conto che esiste un profondo stato di disagio dovuto soprattutto ad una linea giudicata incomprensibile, non si capisce più quale sia la direzione e quali siano gli scopi. Non sono capaci neanche di portare avanti la proposta di modifica della legge elettorale e anche qualora si riuscisse a far votare il nome del candidato sindaco nella scheda elettorale, i sistemi clientelari non verrebbero comunque eliminati. I risultati non si vedono, specialmente per quanto riguarda l’Ato rifiuti e l’Ato idrico della nostra zona, la questione è stata affrontata in maniera pessima, stanno dissestando il bilancio dei comuni".

Il vice capogruppo Rinaldi imputa l’impasse Democratica alla gestione cesaristica di Antonello Cracolici e parla apertamente di ipotesi scissione. Lei si trova concorde con le istanze dell’area “Innovazione”?
"Io sono contrario a qualunque scissione, voglio sperare che Cracolici e tanti altri abbiano il buon senso di sentire il parere di tutta la base, dovrebbero girare nel territorio, andare nelle sezioni, parlare con i compagni uno per uno. Solo così potrebbero evitare una scissione che risulterebbe deleteria non solo per il Partito Democratico ma per tutta la sinistra riformista, perché non si assicurerebbe un ricambio all’attuale forma di governo".

Sì, ma il nome e cognome di questa crisi?
"Certamente il capogruppo Antonello Cracolici ha una grossa fetta di responsabilità, però ci sarebbero anche tanti altri tra i parlamentari e i dirigenti. Non me la sento di addossare tutte le colpe su una singola persona, ma naturalmente lui è uno dei maggiori responsabili".

Sembra che in questo partito ci sia la vocazione a collocarsi all’opposizione anche quando si riesce finalmente a passare agli scranni della maggioranza. Con questi presupposti come convincere gli elettori a scegliere in futuro la vostra proposta politica?
"In effetti il problema per l’elettore potrebbe nascere, però il Pd è un partito con una base molto forte fatta di gente consapevole di portare il proprio contributo al miglioramento di questa situazione. Torno un momento al discorso Lombardo: non capisco che senso abbia avuto mettersi con chi ci veniva presentato come il male assoluto, durante la campagna elettorale per la presidenza della Finocchiaro, mentre adesso… Se almeno stare in questa maggioranza servisse a portare dei miglioramenti alla Sicilia sul versante dell’occupazione, della gestione dei servizi, della sanità soprattutto; ma noi non notiamo la differenza e alla fine l’elettorato potrebbe punirci. Si ricordi che la sanità è gestita da uno che fa capo alla nostra area. Nonostante tutto però penso che la fiducia non mancherà, e questo grazie alla presenza di persone per bene e con grandi esperienze nel campo dell’amministrazione. A conti fatti siamo sempre quelli che offriamo maggiori garanzie per gli elettori, per questo ritengo che si possa ancora esprimere la migliore classe dirigente di questo Paese".

Se domani si andasse alle urne, il Partito Democratico potrebbe fare fronte comune con il Terzo Polo di Fli, Udc e Mpa. Al di là dei comunicati ufficiali, quali sono le reali impressioni di pancia del popolo di centrosinistra?
"Questi non ci vogliono, è semplice. Possiamo fare alleanza con chi non ci vuole? Dobbiamo puntare all’autosufficienza o stringere alleanze con soggetti e persone che vogliono condividere con noi un indirizzo politico, un programma, ricordiamo che siamo un partito di centrosinistra".

Monteleone, si faccia per un momento portavoce della base e mandi un messaggio al PD siciliano.
"Il dibattito deve essere ampliato. La classe dirigente deve formarsi delle persone che stanno sul territorio e che hanno consenso, senza dover andare a sbattere contro chi è stato designato dai capicorrente. Inoltre bisogna ritornare alle origini, al riformismo vero. In fine risanamento della sanità e migliore gestione dei servizi, insomma rimboccarsi tutti le maniche e lavorare, perché questa Sicilia merita di più".


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