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le rivelazioni del pentito

Brusca: "Dopo Lima i referenti
erano Dell'Utri e Ciancimino"


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Dopo l'uccisione di Salvo Lima, nel marzo del '92, e prima della strage di Capaci, Marcello Dell'Utri e Vito Ciancimino sarebbero diventati i nuovi referenti di Cosa nostra per la trattativa tra Stato e mafia. E' quanto il pentito Giovanni Brusca avrebbe raccontato ai pm di Palermo, sostenendo che e' stato Toto' Riina a riferirglielo.

Il pentito, secondo quanto scrive ''Repubblica'', avrebbe confessato durante un interrogatorio nel quale e' scoppiato in lacrime. I magistrati lo avevano convocato nell'ambito dell'inchiesta a suo carico per riciclaggio e fittizia intestazione di beni, scaturita da intercettazioni ambientali. Brusca sarebbe crollato davanti al contenuto delle intercettazioni contestategli dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Nino Di Matteo, Paolo Guido e Lia Sava.

Nei giorni scorsi Brusca, che finora aveva sempre sostenuto di non sapere nulla di Dell'Utri, sarebbe stato sentito anche dalla procura di Caltanissetta che indaga sulle stragi del '92. Anche Massimo Ciancimino aveva tirato in ballo Dell'Utri al processo di Palermo che vede imputato il generale dei carabinieri Mario Mori, indicando il senatore Dell'Utri - condannato a 7 anni in appello per i rapporti che avrebbe intrattenuto con la mafia prima del '94 - come ''protagonista'' della presunta trattativa dopo l'arresto del padre Vito, avvenuto nel '93.


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