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Antonello Cracolici a Livesicilia

"Sorpreso dal clima nel Pd
La destra è sfascista"


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Onorevole Cracolici, ieri il suo vice, espressione della corrente di Genovese, si è opposto alla riforma sulla legge elettorale, fortemente voluta dal Pd. Che succede in casa democratica?
“Io non so davvero di che cosa stiano parlando, la legge elettorale è stata concordata col gruppo e in quella sede l'area Genovese non ha detto una sola parola. Adesso avranno avuto dei ripensamenti, legittimo, ma per quanto mi riguarda si è trattato di un intervento a sorpresa”.

Però da quella stessa area che si oppone alla sua linea arrivano delle accuse pesante nei suoi confronti.
“Mi si accusa di che cosa? Di essere autoritario? Si parli piuttosto di fatti, di cose concrete, portino le loro argomentazioni. La politica non si fa con i malumori, sa quanti malumori potrebbero arrivare al contrario? Potrei riempire un intero libro. Sinceramente non credo che la legge elettorale sia il vero problema, anche alla luce del fatto che è argomento condiviso da tutto il partito. Parlino, allora, di quali sono i reali motivi dei loro malumori”.

Lei parla di fatti, ma provando a guardare le cronache parlamentari, questa maggioranza è un po' ferma, in fatto di azioni concrete.
“La maggioranza sta tenendo. È che si cerca di trasformare questa fase politica in un teatrino. La destra siciliana ha perso la testa. Questa opposizione è in preda a un delirio di sfascismo totale. Chiedono di fare il bilancio, pur sapendo che è bloccato a causa del governo nazionale, di cui loro sono espressione diretta. Vogliono la semplificazione amministrativa e poi presentano settecento emendamenti. Ma noi faremo tutto, con pazienza arriveremo a fare tutto. Questa è una fase tumultuosa e delirante e mi dispiacerebbe se qualcuno facesse da sponda a questa destra”.

Questa volta si riferisce ai suoi.
“Diciamo che il rischio è che qualcuno dei miei finisca per assecondare questo delirio. La legge elettorale non è un'iniziativa di Antonello Cracolici, ma è stata assunta e condivisa prima dal partito e poi dal gruppo parlamentare. Io sono soltanto un soldato, porto avanti la linea del partito con obbedienza, anche se l'obbedienza è un valore passato di moda di questi tempi”.

Lei ha parlato di minoranza. Ma questa, per definizione, non dovrebbe impedire alla maggioranza il proprio lavoro. Intanto, però, in Aula non passa neanche la leggina sulla Targa Florio.
“La legge sulla Targa Florio non l'ho voluta io. È evidente che in questo clima neanche una legge sulle galline o sulle banane potrebbe passare. Noi, da opposizione, abbiamo sempre avuto il senso delle cose. L'opposizione non può impedire il fare. Il punto è che se si vuole fare ostruzionismo, ci sono mille modi di farlo con questo regolamento. La legge in questione era composta da un solo articolo, che faceva appunto rientrare la Targa Florio tra le manifestazioni storiche della Regione. Che emendamenti si possono fare? Se uno non è d'accordo, voti il no. Perché presentare emendamenti, se non per ostruzionismo? Per dare contezza del delirio dell'Aula, basti dire che Buzzanca ha chiesto la sospensione della trattativa sulla semplificazione. Non è evidente che un minuto dopo tratteremmo la legge elettorale? Sono confusi, sono come schegge impazzite. Dentro la destra sono operativi quelli che io chiamo i talebani dell'ostruzionismo. Loro continueranno ad agitarsi. Appena avranno finito, gli chiederemo di spegnere la luce”.

A livello istituzionale, invece, come vanno i suoi rapporti con Cascio?
“Abbiamo assoluto rispetto per le istituzioni. E a loro affidiamo la tutela della democrazia”.

Dunque nessuna mozione di sfiducia in vista?
“Nessuna mozione di sfiducia. I governi cambiano, i presidenti dell'Assemblea vengono eletti e restano in carica per cinque anni. Sta al Presidente essere garante dell'Aula. La legge elettorale è stata iscritta all'ordine del giorno, con l'opposizione ci confronteremo nel merito, anche se già diversi punti erano stati concordati anche con la minoranza”.

Insomma, per dirla in soldoni, fuori dall'Aula si prendono accordi e in Aula poi cambia tutto?
“Esattamente. È fuori dall'Aula che la minoranza viene diretta. Poi i deputati agiscono con sovranità limitata. L'impressione è che poi arrivi una telefonata da fuori che indichi cosa fare”.

Visto che la legge elettorale era stata concordata, questa dinamica avviene anche nel suo gruppo?
“Sì, la differenza è che io non ricevo telefonate da nessuno”.


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