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Riassunto delle puntate precedenti

L'Ars nella palude
tra calendario e ripicche


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ars, leggi, Politica, Politica
Cosa serve per varare una legge, buona o brutta che sia? Un’idea, uno o più proponenti, un dialogo (almeno in democrazia), una votazione, una maggioranza. Gli “ingredienti” sono questi più  o meno. Ma cosa succede se ne manca uno? E soprattutto se uno di questi “scompare” all’improvviso?

E’ una delle domande che viene in mente se si pensa all’Assemblea regionale siciliana. La prossima settimana presenta un’agenda fitta di impegni e scadenze importanti, la conferenza dei capigruppo ha infatti deciso che l’aula si riunirà dall’1 al 3 e dall’8 al 10 marzo. In queste sedute si discuterà della Targa Florio, della semplificazione, della legge elettorale e del commercio. Con un impegno: incardinare la discussione sulla legge elettorale in aula il 2 marzo, non prima. Entro il 16 marzo la commissione bilancio dovrà chiudere l’esame di bilancio e finanziaria, da portare in Aula dal 21 al 26 marzo (mattina e pomeriggio).
Calendario che non piace a Pdl, Fds e Pid ma approvato dall’aula e fortemente voluto dalla maggioranza. Maggioranza che però potrebbe non essere più tanto compatta quando i deputati varcheranno nuovamente la soglia di Sala d’Ercole. Nelle ultime ore infatti in casa Pd c’è maretta… parecchia in verità.

La situazione del partito è racchiusa in due dichiarazioni, quella di Franco Rinaldi e quella di Antonello Cracolici. Il primo vice capogruppo all’Ars ed espressione dell’area “Innovazioni” che fa riferimento all’ex ministro Salvatore Cardinale e al deputato Francantonio Genovese, il secondo con il ruolo di capogruppo.

“Non escludiamo – dice Rinaldi in una nota stampa - l’ipotesi di una scissione del gruppo del Pd all’Assemblea regionale siciliana, che viene gestito in modo autoritario dal capogruppo Antonello Cracolici. C’é un problema reale che va affrontato subito dal partito.  Più volte abbiamo chiesto una gestione condivisa del gruppo all'Ars, purtroppo non siamo ascoltati - aggiunge Rinaldi - Nell'ultima riunione io e altri deputati avevamo manifestato perplessità sul ddl elettorale, una legge che non interessa ai siciliani che invece vogliono risposte concrete, come lo snellimento della burocrazia, previsto dal ddl sulla semplificazione, che rappresenta davvero una priorita".

“Io non so davvero  - risponde Cracolici intervistato da Livesicilia - di che cosa stiano parlando, la legge elettorale è stata concordata col gruppo e in quella sede l’area Genovese non ha detto una sola parola. Adesso avranno avuto dei ripensamenti, legittimo, ma per quanto mi riguarda si è trattato di un intervento a sorpresa. Mi si accusa di che cosa? Di essere autoritario? Si parli piuttosto di fatti, di cose concrete, portino le loro argomentazioni. La politica non si fa con i malumori, sa quanti malumori potrebbero arrivare al contrario? Potrei riempire un intero libro. Sinceramente non credo che la legge elettorale sia il vero problema, anche alla luce del fatto che è argomento condiviso da tutto il partito. Parlino, allora, di quali sono i reali motivi dei loro malumori”. Malumori o no il rischio è che i conti non tornino più e che il calendario dei lavori – frutto di riunioni, vertici, mediazioni più o meno riuscite – salti.  Il Pdl “rischia” così di trovare in parte dei democratici nuovi alleati e il Pd potrebbe essere costretto a mediazioni non con l’opposizione ma con se stesso.
In fondo l’aula è convocata per martedì, ancora in tempo per recuperare i pezzi persi per strada o per cambiare ricetta…


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