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Governo, maggioranza e opposizione

La disfatta?


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Il corso delle cose si riflette nell'affare della Targa Florio, efficacissima metafora dello sfascio. Una leggina impantanata nelle secche dell'Ars. La maggioranza, nella palude delle sue contraddizioni, non va avanti di un centimetro. L'opposizione gioca al tanto peggio tanto meglio. E blocca tutto. Sullo sfondo, le filastrocche tragiche che sappiamo, che abbiamo scritto e che giova ripetere: i fondi europei in bilico, il profilo riformista appannato (ormai c'è rimasto solo Giuseppe Lupo a dargli credito), mentre il presidente Lombardo lancia l'idea di un movimento che dia la scossa per la riscossa del Sud. Ecco, lo intitoli così, Presidente: "La scossa per la riscossa".

D'altra parte, al governatore va benissimo: regnare e non governare, conservare lo scettro in un contesto frammentario e incerto in cui "Re Raffaele" rappresenti per gli interessi legittimi della sua gente l'unico appiglio. Non è cambiato molto dai vituperatissimi tempi oscuri: un uomo solo al comando a garanzia di un sistema di potere. E poi c'è l'opposizione acquattata nell'erba alta, col pugnale tra i denti. Ci sono i deputati del Pdl. Sono gli stessi onorevoli siciliani che stanno assistendo immobili al concepimento di un federalismo mostruoso, una secessione leghista in salsa berlusconiana che farà strame di quello che resta del Sud. Eppur nessuno si muove. Il Pd? Per carità, che poi dicono che ce l'abbiamo con loro.

E invece non ce l'abbiamo con nessuno, cioè con tutti. Non possiamo stare zitti davanti alla disfatta cui nel titolo abbiamo apposto un punto interrogativo per mera compassione di noi stessi. E forse anche i nostri lettori che amano dividersi con asprezza sotto le bandiere di questo o di quello dovrebbero impegnarsi insieme per un vero rinnovamento della classe dirigente. Governo e maggioranza sono nella secca grande di una situazione difficilissima, l'opposizione cura i suoi interessi di bottega, mentre i cosacchi leghisti sono alle porte. E' proprio necessario che Calderoli e Borghezio si abbeverino alla fontana di piazza Pretoria, per darci l'esatta misura della nostra sconfitta?


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