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Le "barricate" all'Ars

Legge elettorale, opposizione in trincea


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Riformare subito la legge elettorale? No, grazie. A rinviare al mittente la proposta sono Pdl, Fds e Pid, che hanno incontrato la stampa per spiegare le motivazioni del “no” all’ordine del giorno deciso nel corso della conferenza dei capigruppo. Stamani la riunione si è conclusa con l’abbandono dei lavori da parte delle opposizioni e un calendario approvato da Pd, Mpa e Nuovo polo che prevede la legge sulla Targa Florio, poi la semplificazione, la riforma della legge elettorale per gli enti locali e il commercio.

“Maggioranza e governo – spiega Leontini (nella foto) – sostengono che la legge elettorale rappresenta una priorità, senza considerare tutte le emergenze che affliggono l’Isola e che dovrebbero imporci di varare con immediatezza Finanziaria e Bilancio” . Per il capogruppo del Pdl il governo “dovrebbe dare risposte a tutte le piaghe della Sicilia: nell’agricoltura, nel commercio, nelle piccole e media imprese, negli appalti, nella formazione, in tutti i settori della pubblica amministrazione regionale. Rispetto a queste emergenze la maggioranza guidata da Cracolici e comandata da Lombardo inventa un’esigenza primaria: la legge elettorale che serve solo alla casta al governo in questo momento. La riforma della legge elettorale non è stata sottoposta neppure al parere Anci e Urps”. Leontini non esita quindi a definire l’esecutivo Lombardo “improduttivo, dannoso per la Sicilia e fondato sul tradimento della volontà elettorale”, “un governo “che impone le proprie soluzioni calpestando i diritti della minoranza”.

E di “ricatto del Partito democratico” parla il capogruppo del Pid Toto Cordaro. “Nelle riunioni dei capigruppo che hanno preceduto quelle di ieri e oggi – spiega – Fli e Udc si erano dissociati dalle indicazioni del Pd aderendo alle nostre. Poi però nelle ultime 48 ore hanno cambiato rotta. Che è successo? Il Pd ha imposto a questa maggioranza ribaltonista che governa la Sicilia un calendario diverso. Cracolici detta l’agenda di Lombardo, che la subisce e la trasferisce per transitività anche a Udc e Fli. Si arriva cosi’ a una retromarcia ridicola sotto il profilo politico”. “Il 31 marzo – rincara la dose Titti Bufardeci- scade l’esercizio provvisorio e non c’è neanche la bozza di una finanziaria, di un bilancio. Però si pensa alla legge elettorale, che non è una priorità. Leggi importanti come quella sul commercio o sulla semplificazione vengono messe da parte per priorità che non esistono. Da parte nostra non possiamo che ribadire la nostra opposizione forte, seria e serrata”. Opposizione che si tradurrà, nel momento in cui la legge elettorale arriverà a Sala d’Ercole, in migliaia di emendamenti. Circa duemila quelli già pronti e firmati Pdl.
E in chiusura di conferenza arriva il "pronostico" di Leontini: “Non faranno il bilancio, chiederanno la proroga dell’esercizio provvisorio per un altro mese. Se poi si parlerà nuovamente della semplificazione, Cracolici ne chiederà nuovamente il ritiro per votare la legge elettorale”.


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