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Cultrera e gli altri siciliani
della 'lista Falciani'


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Era da tempo che non se ne sentiva parlare se non per le sue fatiche letterarie. Ora il suo nome salta fuori nella famosa “lista Falciani” sui potenziali evasori fiscali che hanno tenuto i loro capitali nei forzieri svizzeri della banca britannica Hsbc. Quello di Felice Cultrera è uno dei 12 nomi della lista inviati per competenza al procuratore di Catania Enzo D’Agata. La presenza del nome di Cultrera nella lista Falciani è stata rivelata dal mensile “S”, uscito sabato scorso: nell'elenco Cultrera è in compagnia di numerosi altri catanesi, fra i quali spiccano i movimenti di un ristoratore di Adrano e di un gioielliere di Acireale, dei quali “S” rivela i nomi.

Ma il nome sul quale si concentrano i magistrati è quello di Cultrera, che nel ‘95 venne arrestato nell’ambito di un’inchiesta per traffico d’armi e riciclaggio. Un'inchiesta nella quale, oltre agli uomini del capo di Cosa Nostra catanese Nitto Santapaola, saltavano fuori anche quelli di Alberto Dell’Utri (fratello di Marcello) e del magnate arabo Adnan Kashoggi. L’inchiesta non approdò a nulla e Cultrera, come altri indagati, venne assolto con formula piena.

Tre anni fa il suo nome è tornato a galla in un’altra indagine, questa volta della procura di Palermo su un presunto riciclaggio tra le cosche siciliane e quelle italo americane dei Gambino e Genovese. In alcune intercettazioni si faceva anche il nome del patron della Renault Flavio Briatore. Interrogato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia gli venne chiesto anche se fosse a conoscenza di rapporti tra il suo amico Felice Cultrera ed esponenti delle famiglie italo americane. Anche questa inchiesta fino ad oggi non è approdata a nulla di penalmente rilevante.

Oggi Cultrera si gode la villa in Spagna ed è impegnato soprattutto a riabilitare la sua immagine, querelando quanti osano solo accostare il suo nome a storie di mafia. Non nega l’amicizia con Briatore come quella con Kashoggi ma circoscrive tutto agli anni ruggenti della sua vita. Descritta anche nel libro uscito qualche anno fa. Il titolo della sua fatica letteraria è già una sfida: “Il tesoro di Santa Paola”. Un “romanzo storico”, viene definito, concepito da “un uomo che è rimasto vittima di un’aberrante storia giudiziaria”.


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