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Ore decisive per Fli

I dolori del giovane Polo
Ora si litiga anche nell'Api


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api, fini, fli, scalia, Politica
Se a Roma il Terzo polo piange, a Palermo certo non ride. Il progetto terzista era nato sulla scommessa del 14 dicembre, quando alla Camera si votò la sfiducia al governo Berlusconi andando sotto, grazie ai transfughi ingaggiati all'ultimo momento. Da allora per Casini, Fini, Rutelli & Co. sono cominciati i problemi. Soprattutto per Futuro e Libertà che ha registrato in questi giorni un controesodo verso Berlusconi che sta smembrando il neonato partito finiano. Rumors insistenti danno in uscita anche un pezzo da novanta come Adolfo Urso, bruciato da Italo Bocchino nella corsa ala vicepresidenza.

E tra i big dati dai boatos di Palazzo con la valigia in mano ci sarebbe anche Pippo Scalia, vicinissimo a Urso, e plenipotenziario di Fini in Sicilia. Oggi, il parlamentare agrigentino dovrebbe incontrare Gianfranco Fini per un chiarimento. Su di lui in questi giorni è cresciuto, stando alla stampa, il pressing di Forza del Sud. Il dado non è tratto e tra i finiani si spera in un lieto fine. Già il gruppo di Fli all'Ars è sceso sotto quota cinque, con l'uscita di Carmelo Incardona, non sostituito dall'annunciato e mai materializzatosi ingresso di Dino Fiorenza, rimasto al gruppo misto. L'uscita di scena di Scalia, che probabilmente porterebbe con sé il deputato regionale Luigi Gentile, indebolirebbe ulteriormente i finiani. E, se Scalia uscisse dall'orbita della maggioranza, rimetterebbe in discussione anche l'assetto della giunta regionale, nella quale siede il giovane Gianmaria Sparma, vicino allo stesso deputato agrigentino. Bisognerà attendere, insomma, gli esiti della giornata di oggi. Ma il termometro, stamattina, indica come più probabile la permanenza di Scalia in Fli.

Sempre in casa Terzo polo, si litiga anche dalle parti dei rutelliani. Che all'Ars sono solo due. In due, però, riescono a spaccarsi. Pio Lo Giudice, deputato ex Udc transitato all'Api, oggi ha inviato alle redazioni un comunicato stampa di fuoco contro il compagno di partito Mario Bonomo, accusato di comportarsi da "padrone delle ferriere". L'alta tensione nel piccolo partito centrista s'è scatenata quando Egidio Ortisi ha lasciato la carica di coordinatore regionale, aprendo una successione tutt'altro che scontata.

Più tranquille le acque in casa Udc. Dove però nei giorni scorsi non sono mancati i mal di pancia per l'uscita "liberal" della capogruppo Giulia Adamo in tema di unioni di fatto. Ma tra i casiniani, in questi giorni, i malumori sono piuttosto suscitati dalla condotta del governatore Raffaele Lombardo, che continua a far di testa sua nelle nomine dei dirigenti generali, disattendendo le aspettative degli alleati, con la sola eccezione dell'ala Pd da sempre a lui più vicina.

Shakerando il tutto con le tensioni già affiorate su alcuni passaggi legati alle prossime amministrative e alle composizioni di alcune giunte locali, il quadro d'insieme appare per lo meno agitato. E gli ultimi sondaggi, che a livello nazionale supportano l'ipotesi di autosufficienza del centrosinistra senza il ricorso alla "grande alleanza", rendono ancora più fosche le prospettive terzopoliste.


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