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L'incontro a Palazzo e le spiegazioni

E il presidente disse:
"Con Liga solo rapporti politici"


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liga, raffaele lombardo, Cronaca
(16 aprile 2009) E’ bastata un’ora al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per spiegare al procuratore Francesco Messineo, all’aggiunto Antonio Ingroia e al sostituto Francesco Del Bene le ragioni per cui il 2 giugno scorso incontrò a Palazzo d’Orleans l’architetto Giuseppe Liga, il successore, secondo gli investigatori, del capomafia Salvatore Lo Piccolo. Lombardo, sentito come persona informata sui fatti, aveva chiesto, dopo l’arresto di Liga il 22 marzo scorso, di essere ascoltato dagli inquirenti. Erano infatti venute fuori le notizie su presunti rapporti tra il politico e l’architetto presunto mafioso che era stato fotografato mentre entrava nella sede della presidenza della Regione. Liga incontrò Lombardo prima delle Europee e il governatore ha detto di conoscerlo dal 1999 avendolo incontrato in convegni e in occasioni istituzionali. Con lui avrebbe avuto solo rapporti politici determinati dalla carica di segretario del Movimento cristiano lavoratori di Liga.

Sull’incontro del 2 giugno scorso il leader del Mpa ha spiegato ai magistrati di aver parlato con l’architetto del sostegno elettorale che il suo movimento avrebbe dovuto dare alla lista di Lombardo candidata alle europee. Liga è un volto nuovo della mafia palermitana e alcuni giorni prima di essere arrestato aveva concesso una lunga intervista al mensile “S”, circostanza rarissima almeno tra i mafiosi in attività. Liga ha detto di essere vittima di un equivoco, di essere uno che il pizzo lo paga e non lo riscuote. Il suo nome saltò fuori per la prima volta nel novembre 2007, in occasione dell’arresto di Salvatore Lo Piccolo e del figlio Sandro. Tra le carte sequestrate al boss gli investigatori trovano un appunto: “Architetto Liga 10.000″. Lui ha affermato che si tratta del pagamento di un’estorsione: “Se fossi stato un mafioso di certo non sarei andato da carabinieri a denunciare che sono stato vittima, io ho fatto una denuncia, perché in passato avevo ricevuto minacce. Ho pagato 10 mila euro: sono venuti in cantiere e mi hanno detto che dovevo pagare, altrimenti saltava tutto”.

Intanto la procura continua a indagare sull’architetto, sospeso dall’ordine dopo l’arresto, e sui suoi rapporti con la Regione. Alcune interrogazioni sono state presentate da deputati regionali per conoscere quali incarichi e appalti abbia ottenuto Liga che ha goduto anche di un finanziamento di 300 mila euro per un progetto di formazione. Sabato scorso Raffaele Lombardo era stato ascoltato, sempre su sua richiesta, dai magistrati della Procura di Catania che – secondo alcune indiscrezioni di stampa – lo avrebbero iscritto nel registro degli indagati per concorso in associazione mafiosa. Un’accusa respinta dal Governatore che ha sottolineato, nel corso di un suo intervento in aula all’Assemblea Regionale Siciliana, di non avere ricevuto fino ad ora neppure un avviso di garanzia.


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