Live Sicilia

La polemica e le domande

I furbetti dell'antiracket


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(rp) Quello che è successo ieri è una spia accesa su un disagio. E che è successo ieri? Alcuni protagonisti dell'antiracket si sono pubblicamente dilaniati a mezzo stampa. Talvolta, hanno usato parole cortesi, talvolta no. Resta il punto: c'è qualcosa che non funziona, se un'imprenditrice denuncia l'omissione di soccorso, se - dopo la risposta di Addiopizzo - la replica di una figura storica e pacata come quella di Colajanni lascia trasparire più di un grammo di rabbia, se Ignazio Cutrò contro-replica come ha contro-replicato.

La rivolta civile messa in campo da Addiopizzo è una delle pagine più nobili della storia siciliana e tale resterà. E noi continuiamo a pensare che quel tipo di azione sia importante e decisiva per la lotta al racket. Ma dobbiamo porci qualche domanda alla luce di quello che è venuto fuori. Il meccanismo del sostegno agli imprenditori che denunciano è sempre puntuale e coerente con le premesse? Siamo certi che le refluenze politiche non abbiano alcun signficato? E', d'altra parte, gli imprenditori che denunciano sono tutti cittadini che hanno maturato una svolta etica, o c'è qualcuno che sta semplicemente cercando un riparo in vista di tempi migliori? Non abbiamo mai creduto al tasto della "convenienza" (che pure c'è) su cui ha spesso battuto il marketing antiracket. Abbiamo colto, in quella nota insistita, uno svilimento magari inconsapevole, quasi un'autorizzazione a farsi sotto per ricevere soldi e prebende. Un cittadino deve stare dalla parte dello Stato perché è giusto farlo. Punto. Altrimenti, è un furbetto.


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