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Liliana Ferraro all'antimafia

"Trattativa, nessuno me ne parlò"


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liliana ferraro, trattativa, Cronaca
''Mai nessuno mi parlò di trattativa: interpretai quelle parole del capitano De Donno come un normale tentativo di far collaborare Vito Ciancimino (nella foto)''. Liliana Ferraro, già direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia durante la gestione di Claudio Martelli, ha ricostruito davanti alla Commissione antimafia la vicenda dei contatti avuti con gli ufficiale del Ros e più, in generale, la sua esperienza accanto a Giovanni Falcone e al ministro Martelli. La Ferraro ha detto di aver incontrato il capitano De Donno in aereo, sulla tratta Roma-Palermo e, dopo l'uccisione del giudice Falcone, riferì il tutto al giudice Paolo Borsellino nel corso di un incontro avvenuto il 28 giugno del '92 all'aeroporto di Fiumicino.

''Borsellino non mostrò di dare eccessivo peso alla questione. Mi rispose con un 'ci penso io'''. L'incontro con De Donno avvenne a cavallo delle due stragi del '92. Il Capitano del Ros espresse l'idea che si dovessero scoprire a tutti i costi gli autori della strade dei Capaci e che lui pensava che si potesse fare un tentativo con il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, cioè Massimo Ciancimino, che doveva essere il tramite per poter verificare questa possibilità. Il tentativo era quello di ''agganciare Vito Ciancimino attraverso il figlio Massimo. Loro, e con ciò intendo il Ros, volevano che lo dicessi al ministro Martelli per avere un conforto politico''. La cosa, ha precisato la Ferraro, venne subito riferita al ministro.


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