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Maurizio Gentile, psicologo

"Forse la prof ha sbagliato
Ma gli insegnanti sono in trincea"


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Occorre "sinergia". Ecco la parola chiave proposta da Maurizio Gentile, psicologo e psicoterapeuta, ma anche coordinatore dell'osservatorio regionale sul bullismo e sulla dispersione scolastica per l'U.S.R. (Ufficio Scolastico Regionale) Sicila. Partendo da un fenomeno come il bullismo, la risposta a questo genere di disagio sta in nella "trasmissione di valori" tra famiglia e scuola, "specchio della società", che deve essere supportata necessariamente dalle istituzioni. Perchè molto spesso, gli insegnanti, sono lasciati soli "in trincea".

Parliamo di bullismo.
"Anzitutto dobbiamo essere cauti nella definizione di bullismo. Non tutto quello che ha a che fare con la volenza può essere definito bullismo. È un'azione fatta volontariamente da chi si autodefinisce più forte, che deve essere sistematica, cioè ripetuta nel tempo, prendendo di mira un soggetto debole. Inoltre è sempre un fenomeno di gruppo: il bullo ha sempre bisogno dell'approvazione di questo gruppo. Se i compagni non lo ritengono un 'togo' squalificano immediatamente il bullo. Un intervento educativo quindi deve coinvolgere sì il bullo, ma anche il gruppo. Se il gruppo isola il comportamento del bullo, questo non può esistere.

È un fenomeno che interessa solo determinati ceti sociali?
"Questi comportamenti, poi, sono spia di un contesto sociale che va a deteriorare il rispetto dell' 'altro'. Il bullismo non coinvolge solo un determinato ceto sociale. È un fenomeno trasversale. Tuttavia si manifestano maggiormente in un contesto in cui c'è una tendenza a modelli violenti di comportamento o di cultura mafiosa".

Un'insegnante è stata condannata in appello a un anno di reclusione. Un alunno avrebbe additato un compagno chiamandolo 'femminuccia, gay', impedendogli di entrare in bagno. Lei lo ha punito facendogli scrivere cento volte "Io sono deficente". Così i giudici hanno deciso, ma le responsabilità?
"Non me la sento di entrare nel merito della sentenza. La risposta che dobbiamo dare trova casi estremi in cui si deve sanzionare e punire, rimandando alla responsabilità del singolo. Il nostro compito è quello di trovare una risposta educativa alla devianza, sforzandosi di trovare le giuste modalità, con strumenti che siano pedagogici, studiati caso per caso. Nel caso specifico forse ha sbagliato, ma lo ha fatto perchè c'era stata un'offesa e occorre tutelare tutte le differenze, prendendo le difese della vittima. Anche se, trattandosi di minorenni, anche il soggetto che agisce con aggressività è comunque una vittima".

L'insegnante in questione ha affermato di avere più volte invitato i ragazzi a discutere con i genitori, i quali, dice, rispondono spesso con un "muro d'incomprensione". Quanto pesano le resistenze dei genitori?
"I genitori sono fondamentali. È necessario trovare una sinergia nella trasmissione di valori tra la scuola e le famiglie. Spesso l'atteggiamento dei genitori è di difesa, un atteggiamento che non riesce a vedere gli errori del figlio. Ci deve essere un pezzo di corresponsabilità. Ma ripeto, non posso entrare nel merito".

Questi disagi avvengono soprattutto a scuola, ma è anche a scuola che si può risolvere il problema?
"Si manifesta a scuola perchè la scuola è il luogo elettivo di socializzazione tra pari. E la scuola è sicuramente il luogo in cui maggiormente si deve agire, ma che spesso viene lasciato solo. La scuola è specchio della società, ma gli insegnanti, spesso, sono lasciati soli in trincea".

Come intervenire dunque?
"Occorre una sinergia tra le istituzioni, occorre il supporto istituzionale. Stiamo lavorando per la formazione di docenti, per aprire uno sportello di ascolto, per un supporto psicologico e pedagocico, sia per gli alunni che per gli insegnanti. E poi bisogna espressamente rivolgersi alla formazione dei genitori, per formarli, per farli divenire genitori efficaci, in grado di assumersi la responsabilità di educare.

Lei è coordinatore dell'osservatorio regionale sul bullismo e sulla dispersione scolastica. C'è una corrispondenza tra questi due fenomeni?
"Fra i due fenomeni spesso c'è una relazione. Le vittime, sopratutto nella scuola primaria, hanno problemi a livello di adattamento scolastico, che porta ad avere poi un rifiuto nei confronti della scuola".


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