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Il gup: ne bis in idem

Mafia, Cuffaro prosciolto
La difesa: "Soddisfatti"


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mafia, salvatore cuffaro, Cronaca
Il gup di Palermo Vittorio Anania ha prosciolto l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa ritenendo che l'imputato sia già stato giudicato per gli stessi fatti con sentenza ormai definitiva. L'ex presidente della Regione, a gennaio scorso, è stato condannato dalla Cassazione a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia. Il gup, nel dispositivo, ha invocato il principio del ne bis in idem che vieta che una persona sia giudicata più volte per lo stesso fatto.

Nel dispositivo della sentenza si legge: "Visto l'articolo 649 del codice di procedura penale si dichiara il non doversi procedere poiché per il medesimo fatto, diversamente considerato quanto al titolo di reato, è intervenuta sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 18 gennaio 2008, parzialmente riformata dalla sentenza della Corte d'Appello e divenita irrevocabile con sentenza della Cassazione del 22 gennaio 2011". Il Gup ha stabilito il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione della sentenza.

"Siamo molti soddisfatti. Il giudice ha accolto le nostre richieste. Era la sentenza che volevamo". Così l'avvocato Marcello Montalbano, che oggi sostituiva in udienza il collegio difensivo di Salvatore Cuffaro, formato dai legali Nino Mormino, Nino Caleca e Oreste Dominioni, ha commentato la sentenza del gup Vittorio Anania. Alla domanda dei giornalisti su un ipotetico "accanimento giudiziario" nei confronti di Cuffaro, Montalbano ha detto: "Nessun accanimento, i pm hanno fatto il loro lavoro e noi il nostro".


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