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I guai del Parlamento

Poche leggi, molte liti
E' l'Ars, bellezza


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ars, Politica, Politica
Poche leggi varate e tante polemiche, partiti sempre più spaccati e intese sempre più labili, tante riforme annunciate e nessun provvedimento realizzato. Si riassume così l’attività dell’Assemblea regionale siciliana negli ultimi mesi e, convocazione dopo convocazione, lo scenario non cambia. Anzi…peggiora.

Alle 16 di oggi l’aula si riunirà e all'ordine del giorno figurano “interrogazioni e interpellanze alle quali risponderà l'assessore alle infrastrutture e mobilità Pietro Carmelo Russo e l'esame dello schema di progetto di legge costituzionale che prevede la modifica dello Statuto per la riduzione dei deputati regionali da 90 a 70” (bocciato dalla commissione competente ma fortemente voluto dal presidente dell’Assemblea). Come andrà? Difficile dirlo, certo le premesse non sono delle migliori.

Nelle ultime ore il dibattito tra i partiti è stato scandito da accuse e richiami al regolamento dell’Aula, prove di forza e appelli a questa o quella parte politica. Sullo sfondo la proposta di Cascio di creare un governo di “salute pubblica” per uscire dallo stallo, il “no” del suo stesso partito, l’incontro (chiarificatore ?) tra Cascio e Lombardo. E ancora l’invito del Pd a “non escludere la possibilità di un nuovo governo se quello tecnico in carica non sarà in grado di dare le risposte che servono alla Sicilia” e il secco “no” del governatore che ribadisce: “Questo governo non si tocca”.

L’ultimo scontro ieri quando, al termine di un’infuocata quanto infruttuosa riunione dei capigruppo, Sala d’Ercole ha sospeso l’esame del disegno di legge sulla semplificazione amministrativa firmato dall’assessore alle Autonomie locali Caterina Chinnici. Legge voluta da tutti, almeno sulla carta, ma rimasta invischiata nelle polemiche tra partiti prima ancora di entrare nel merito della discussione.

“La presidenza dell’Ars - ha detto il capogruppo Pd Antonello Cracolici, chiedendo la sospensione della discussione del ddl Chinnici - con un artifizio regolamentare vuole di impedire al parlamento di discutere la legge elettorale che è voluta, è bene sottolinearlo, dalla maggioranza e dal governo. E lo fa pretendendo di affrontare solo la legge sulla semplificazione amministrativa, una legge che noi vogliamo ma che non può essere usata strumentalmente per dilatare i tempi del dibattito e impedire così di varare la legge elettorale in tempo utile per le prossime elezioni amministrative”.

“Di fatto – ha replicato dal Pdl Innocenzo Leontini - l’onorevole Cracolici ha sfiduciato l’assessore Caterina Chinnici. Ha, evidentemente, parlato per conto di tutta la maggioranza quando ha chiesto di non trattare il ddl per la semplificazione amministrativa. Ed è una maggioranza che ha quindi gettato la maschera: in piena sessione finanziaria, con la scadenza del 31 marzo che incombe, l’unica finestra legislativa possibile e di pura logica sarebbe stata quella per la discussione e l’approvazione del ddl dell’assessore Chinnici. Invece, si continua a battere su una riforma elettorale che non serve alla Sicilia e ai siciliani e che serve, evidentemente, a creare paraventi”.

E su questo scontro si è innestata la richiesta avanzata dall’Udc di una verifica di maggioranza. “Verifica – ha precisato la capogruppo Giulia Adamo - non solo del programma, ma anche delle ragioni politiche che ci dovrebbero tenere uniti. Per senso di lealtà nei confronti della maggioranza abbiamo votato a favore della richiesta dell’onorevole Cracolici, ma vogliamo ribadire, se ce ne fosse bisogno, che la nostra lealtà va e deve andare ai siciliani che ci hanno eletti e che aspettano da noi norme in grado di dare risposte concrete alle loro esigenze”.


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