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il personaggio

Chi è Salvatore Petrotto


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Che Salvatore Petrotto sia un personaggio a dir poco particolare, è evidente già sbirciando tra le pagine del suo blog. Sindaco della città che diede i natali a Leonardo Sciascia, Petrotto è anche autore di un libro, il cui titolo è stato preso in prestito proprio dal più illustre dei suoi concittadini. “Una storia semplice 2” si intitola e a leggerne alcuni accenni di contenuti tra le pagine del suo blog, “sciascianamente – scrive Petrotto – parlando” si tratta del racconto di “un sindaco, un popolo, un teatro, un autodromo, una piazza, due castelli medievali, quattro conventi ed alcune conveticole, tante chiese, tante parrocchie, due Fondazioni Culturali, tanta vita, più o meno sprecata, tanto amore per un paese. Questo è e non solo Una storia semplice 2”.

Politicamente, l'immagine che emerge di Petrotto è quella di una figura indomabile.
Petrotto chiede l'intervento, alla presentazione del suo libro, di Beppe De Santis, “leader dei movimenti autonomisti del sud Italia e segretario nazionale del partito del Sud”. Eppure lo stesso primo cittadino si scaglia contro il petrolio e il nucleare e si dice favorevole alle politiche ambientali. E litiga pure con gli ambientalisti, per difendere le pale eoliche che sovrastano le parrocchie di Regalpietra.

È stato esponente di Italia dei Valori, ha conquistato la poltrona di primo cittadino col favore dei voti del Partito Democratico, mentre scriveva lettere aperte al guardasigilli Angelino Alfano, “sulla vicenda aeroporto di Agrigento e sul processo breve”.

“Io che sino all’altro ieri tifavo per Di Pietro – scrive Petrotto ad Alfano – oggi le confesso che tifo per lei e un po’ meno per coloro i quali, assieme a lei e Berlusconi, sono stati accreditati presso il popolo italiano, ieri Casini, oggi Fini. Sono, non dico costretto, ma quasi, disposto a difendere non solo lei e le sue posizioni, ma anche le scelte di chi, in maniera del tutto Volteriana vorrebbe difendere gli interessi del popolo italiano. Se oggi c’è chi non vuole votare la legge sul cosiddetto processo breve, dopo averla votata in Senato, per dimostrare che il problema è Berlusconi e non chi sta imbrigliando un’intera Nazione, tra cause civili e penali che hanno distrutto, per le loro lungaggini, un’intera economia, un intero popolo, si sbaglia sul serio”.


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