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Pisanu a "La stampa"

"Il Cie andava aperto subito
Chi lo ha tenuto chiuso non ha capito"


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cie, emergenza migranti, lampedusa, pisanu, Cronaca
"Ci siamo lasciati prendere troppo dall'ossessione della sicurezza e abbiamo preso di vista il rischio gravissimo di un traboccamento demografico delle coste nordafricane". Giuseppe Pisanu, ex ministro dell'Interno, intervistato da La Stampa, legge così il fenomeno migratorio che sta interessando le coste siciliane e non risparmia le critiche a chi ha deciso di chiudere il Cie di Lampedusa per scoraggiare le partenze dei migranti.

"Bisognava aprirlo subito - afferma Pisanu - . Chi ha pensato di tenerlo chiuso ha capito ben poco di ciò che stava accadendo e forse ha dato prova di inutile cattiveria".

I sommovimenti africani, per Pisanu, erano "largamente prevedibili" e ora c'è da aspettarsi un uguale se non maggiore afflusso di immigrati dall'Egitto. La Libia, invece, ha una situazione diversa e "finora ha saputo controllare le sue frontiere marittime e mantenere lealmente gli impegni presi con l'Italia" ma "risposte emulative sono possibili anche in Libia", avverte Pisanu.

"La politica italiana per l'immigrazione, in questi anni - prosegue - si è ristretta nell'ottica di buoni rapporti con la Libia e invece doveva guardare ad un orizzonte molto più vasto". Per far fronte all'ondata migratoria, secondo l'ex ministro si dovrebbero costruire centri di accoglienza al Sud e al Nord e "approfittare della situazione per costringere l'Europa a prendersi formalmente le sue responsabilità e a onorarle".

"Oggi, purtroppo in molte stanze di Bruxelles - aggiunge - contano più le mucche da latte che gli immigrati". L'Europa, in concreto, "dovrebbe contribuire alle spese che l'Italia sta sostenendo da sola e aprire suoi sportelli in tutti i centri di accoglienza".


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