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La visita di Berlusconi e Maroni in Sicilia

"A Mineo il villaggio della solidarietà"


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La trasferta etnea del ministro degli Interni Roberto Maroni e del premier Silvio Berlusconi ha aperto nuovi scenari sul fronte dell’emergenza immigrazione. Già domenica mattina nel corso di un summit tra i prefetti isolani erano state individuate alcune aree idonee ad ospitare il gran numero di migranti nordafricani sbarcati negli ultimi giorni nell’isola.

Il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, nominato commissario per l’emergenza, ha poi sottoposto al ministro Maroni una lista di strutture. Tra le tante (si era parlato anche dell’aeroporto di Comiso) il ministro è stato favorevolmente colpito dal “residence degli Aranci” di Mineo. Si tratta di una folta schiera di villette occupata fino a qualche tempo fa dagli uffici della vicina base di Sigonella.

Proprio stamattina la visita a Catania di Silvio Berlusconi e di Roberto Maroni a Mineo ha dato i crismi dell’ufficialità alla scelta. Intorno alle dodici si sarebbe dovuta svolgere una conferenza stampa in Prefettura con la presenza del ministro e del presidente, il quale dopo il terremoto politico derivante dal suo rinvio a giudizio di stamattina ha preferito disertare, lasciando a Maroni il compito di illustrare le scelte del Governo.

"Abbiamo trovato una struttura – ha spiegato il ministro – già utilizzabile e disponibile per ospitare i migranti. Il residence ha i requisiti necessari per la sicurezza, è in ottime condizioni, ha una mensa e delle strutture sanitarie al suo interno".

L’idea del Governo è quella di farne un centro per i rifugiati politici: «Abbiamo pensato di usare il residence – ha proseguito Maroni – per creare un centro per i rifugiati e i richiedenti asilo, che spesso sono interi nuclei familiari o giovani donne che, magari, si trovano in diversi centri sparsi per l’Italia».

Mineo avrà quindi un “villaggio della solidarietà”, così ribattezzato da Berlusconi in persona, che accoglierà i rifugiati politici in Sicilia, in particolare famiglie. «In questo modo – ha chiosato il ministro – i posti che si libereranno nei centri di tutta Italia saranno presi dai clandestini arrivati in questi giorni. Stiamo facendo una serie di ricognizioni e nel giro di 48 ore, dopo un censimento dei rifugiati, potremmo iniziare a operare».

Ma è già scattata la polemica. Giuseppe Castania, sindaco di Mineo, si è detto “preoccupato” per il probabile arrivo di migliaia di migranti e ha espresso “amarezza per non essere stato invitato ufficialmente all’iniziativa”.

In conferenza stampa Maroni, che con un secco “no comment” ha liquidato le domande sul rinvio a giudizio del premier, ha chiesto senza mezzi termini aiuti economici all’Ue. "Ho chiesto l’intervento diretto dell’Ue perché questa non è solo una questione di sicurezza e di ordine pubblico, ma anche politica e solo l’Europa può essere l’interlocutore principale. Ho chiesto un contributo di 100 milioni di euro per i costi rilevanti di uomini e mezzi. Questa è una somma necessaria per affrontare i prossimi tre mesi e l’emergenza comporta costi onerosi".

A poche ore di distanza dalle dichiarazioni del ministro la commissione Ue, attraverso la commissaria europea agli affari esteri Cecilia Malmstrom, si è detta pronta ad assicurare “assistenza finanziaria nell'ambito dei fondi europei disponibili per rifugiati e frontiere” e che “l'aiuto può essere reso disponibile abbastanza rapidamente”.

Berlusconi, in una nota, ha apprezzato “l'impegno personale del Presidente Van Rompuy e quello della Commissaria Mallstroem che ha accolto le nostre richieste, in particolare la richiesta di una missione dell'Agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, per una risposta tempestiva all'emergenza”.

Il ministro Maroni, ripartito da Catania intorno alle quattordici, ha infine precisato che “al momento Comiso non è un’area utilizzabile, in quanto ne sono state individuate delle altre in caso di emergenza, sperando però che non dovranno essere necessariamente usate” e ha sottolineato come “gli sbarchi di questi giorni non sono in mano alle organizzazioni criminali, ma sono del tutto spontanei sull’onda delle agitazioni politiche in atto nei diversi paesi”.


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