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La storia

Un colpo al cuore


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, Cronaca
(rp) Si sono conosciuti in un reparto dell'Ospedale “Cervello”. Un buon  reparto, di bravi medici. Certo, qualche barella occupata nel corridoio, per mancanza di letti. La solerte Sanità siciliana una barella nel corridoio non la nega a nessuno. Due vecchi, uno “condannato” - secondo definizione comune - da un tumore, l'altro "soltanto" cardiopatico. Sono stati insieme un mese in corsia. Nei primi quindici giorni hanno fatto amicizia, poi, sono diventati presenze fraterne, urgenti e indissolubili.

Le notti in ospedale sono lunghe da masticare. I giorni sono noiosi, anche se recano un chiarore tenue che non è terribile come il buio. Due vecchi si sono resi reciprocamente necessari per affrontare meglio lo sgomento del ricovero. Un giorno è finita, quello moribondo dei due è stato riportato a casa per decisione dei parenti. Si sono salutati: “Te ne vai?”, “Sì, me ne vado”. Sapevano che non si sarebbero più rivisti. Il vecchio malato di tumore ha attraversato la porta a vetri. Il vecchio cardiopatico è tornato in stanza. Si è messo a tavola per il pranzo e si è accasciato. Il medico è subito accorso, ma non c'è stato nulla da fare. Immediata la diagnosi: un colpo al cuore.


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