Live Sicilia

Focus Sanità

Storia di un complotto
che non c'è mai stato


Articolo letto 505 volte

, Cronaca
(rp) Conosco un medico che è anche un galantuomo. Non è il solo, ma a noi sembra che  siano rimasti in pochi. E sbagliamo.  Forse, se c'è un attacco in corso, riguarda soprattutto i camici bianchi, gli operatori della trincea della Sanità siciliana, divisi tra buoni e cattivi, come capita nelle professioni, tuttavia accomunati troppo spesso in  un generico giudizio popolare di disvalore.
Questo medico-galantuomo ha una teoria interessante, pure suggestiva come metafora. La Sanità siciliana – dice lui – è una vasca in perpetuo allagamento. Il tappo non si riesce a togliere, l'unica risorsa territoriale per le urgenze è rappresentata dai pronti soccorsi che vengono quotidianamente invasi da un fiume di gente. L'acqua non diminuisce, perché non esistono altre strutture ricettive. La vasca – sostiene – si è ristretta, nel senso dei tagli.

Ora, sappiamo che l'assessore Massimo Russo non tollera che si usi in sua presenza la parola “tagli”. Preferisce: “Razionalizzazione della spesa”. Secondo l'indicazione assessoriale, chi lamenta tagli è in malafede. Eppure, potrei mettere la mano sul fuoco per questo mio amico seguace di Ippocrate, nel valore pieno del termine. E' un bravo medico. E' un uomo sensibile e informato. Come mai è convinto che i piani della Regione abbiano sottratto risorse? E' un folle, è un visionario, è uno squinternato? Oppure è il portatore di un diverso parere che andrebbe ascoltato e non demonizzato?

Osserviamo che la rotta di Massimo Russo è spesso disseminata di furori e lampi. E ci spiace, perché nutriamo stima personale per l'uomo. Ma tutta la stima del mondo non ci porta a nascondere l'evidenza: la linea del titolare del dicastero siciliano di piazza Ottavio Ziino si basa sovente sullo scontro frontale, sull'esorcismo, sul vade retro contro coloro che si presumono non allineati a coperti. Massimo Russo, per esempio, denuncia un attacco mediatico premeditato e orchestrato che noi non vediamo affatto. Al limite c'è stata qualche asprezza circoscritta. La Sanità siciliana subisce le cronache dure di gruppi editoriali con riferimenti opposti a destra e a sinistra. Vogliamo pensare a un complotto planetario e trasversale? Vogliamo iscrivere tutte le lingue dissenzienti al partito degli sfascisti, della cricca e dei nemici del popolo? Non ci pare corretto pensarlo, non ci pare giusta l'iscrizione del dissenso a una tavola di congiurati in servizio permanente effettivo.

L'assessore Russo ha sbagliato quando ha sollevato – è cronaca recente – il fantasma delle stampa nemica e quando ha puntato il dito contro i medici “cattivi”, senza bilanciare sufficientemente l'affondo con l'elogio dei tanti medici buoni, appena abbozzato. E' un'asprezza che strappa e non rammenda. E' una faccia feroce che alimenta il terrore in corsia e toglie serenità e chi ha bisogno di copertura nel suo compiere scelte difficili ogni giorno. E' una posizione che pone oggettivamente troppi operatori della Sanità a rischio di rabbia e rancore. Alla fine – ricordiamolo – nelle trincee degli ospedali ci vanno loro.

Assessore, per piacere, freni il suo ardore, la prossima volta. Rinfoderi l'indice puntato. La Sanità siciliana è un disastro che si può risolvere solo col contributo di ognuno, non con le liste di proscrizione. Sostiene il mio amico medico: se l'acqua esce dalla vasca e allaga la casa, accorre la cameriera (il personale di dottori e infermieri, nella parabola) ad asciugare. E' colpa della cameriera?


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php