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"Ritorno alle stragi non escluso"

Salvatore Borsellino: "Al Nord
negano la presenza della mafia"


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mafia, nord, salvatore borsellino, stragi, Cronaca
''Al Nord ancora oggi molte autorità negano la presenza della mafia sul proprio territorio, come accadeva a Palermo fino a qualche decennio fa. Questa mancanza di anticorpi nelle province settentrionali, unita alla stretta creditizia, rende facile alle cosche il riciclaggio dei capitali sporchi di sangue". Lo ha affermato ieri sera ad Aosta Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo ucciso insieme ai suoi cinque agenti di scorta il 19 luglio del 1992 nella strage di via d'Amelio.

Durante l'incontro - intitolato 'Il fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo dell'indifferenza e della complicità - Salvatore Borsellino ha inoltre posto l'attenzione sull'agenda che suo fratello portava sempre con sé, sparita dopo la strage e diventata un simbolo delle lotta alle mafie: ''Non credo che l'agenda rossa verrà mai fuori. Quello che Paolo vi lasciò scritto è tuttora al centro di ricatti incrociati che rischierebbero di far saltare metà dell'establishment del Paese. E allora lo Stato dovrebbe processare se stesso''.

Discutendo dell'attualità politica, infine, il fratello del magistrato ha rivelato che a suo parere ''un ritorno alla stagione delle stragi non è da escludere: alcuni ambienti potrebbero ritenerle necessarie per pilotare il passaggio a un equilibrio politico meno instabile. Proprio come accadde nel '92''.


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