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Sanità, Miccichè attacca ancora Russo

"Situazione disastrosa,
assessore incapace"


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"Se lo scarica barile è la sua arte preferita, la pazienza ma soprattutto la ricerca di un senso logico alle vicende che si snodano attorno al 'caso Allegra' rappresentano i nostri punti di forza". Così Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, scrive nel suo blog, attaccando nuovamente l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo.

"L’assunzione delle proprie responsabilità politiche di fronte a un popolo, con il quale però non ci si è mai confrontati elettoralmente - continua il post del leader di Forza del Sud - è un dovere morale da parte di una rappresentate delle istituzioni che non perde mai l’occasione, davanti ai taccuini e telecamere, di rivendicare il primato della buona amministrazione. Virtuale si intende, perché i fatti, caro assessore Russo, non Le danno ragione: se la sanità siciliana è in condizioni disastrose la colpa è anche sua, perché predisporre un piano di riordino e non essere poi capaci attuarlo, scegliendo i manager più idonei per farlo rispettare, è unicamente attribuibile alla sua incapacità di gestione della cosa pubblica".

"- aggiunge - anche per lei vale il principio del 'non poteva non sapere'. I medici, ai quali va tutta la nostra solidarietà e stima, non si coordinano da soli, non eseguono direttive autoimposte, chi lo fa deve essere denunciato e finora nessuno lo ha mai fatto. I sanitari, appunto, seguono solamente le indicazioni che i 'Suoi' manager hanno impartito. Se i direttori fanno male il proprio mestiere debbono essere rimossi, utilizzando per tutti un unico metro di valutazione, rappresentato dal merito. E non avere il 'coraggio' di valutare in maniera oggettiva la situazione significa avallare lo stato delle cose, essere complici del disastro. Per questo inadeguato a ricoprire il ruolo di assessore regionale alla sanità".

"Assessore Russo - conclude - Lei rifiuta il confronto, nega ogni spiegazione e prosegue nella sua strategia mediatica dei proclami roboanti. Questo suo atteggiamento non ci incanta, né c’intimidisce. E’ la sintomatologia chiara di un’evidente fragilità. Di fronte alla verità bisognerebbe essere forti e coraggiosi, non pavidi e sfuggenti. Non sfugga!".


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