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Il commissario antiracket Trevisone:
"Le denunce sono ancora poche"


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denuncia, estorsioni, racket, Cronaca
Sempre più imprenditori e commerciati si rivolgono alle forze dell’ordine per denunciare episodi di estorsione ma “la denunce sono ancora poche, come risulta dalle indagini. È solo la punta di un iceberg”. A dirlo è il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Giancarlo Trevisone, stamani a Palermo per la presentazione di un corso sul contrasto al racket e all’usura organizzato dall’Università. Il percorso formativo interessa 80 militari delle Fiamme Gialle.

“Racket e usura – ha aggiunto Trevisone – hanno un elevato livello di sommersione. L’estorsione rappresenta per la criminalità un modo per reperire capitali utili alla propria sopravvivenza ma anche una forma di controllo del territorio. Si vuole poi arrivare ad avere il controllo delle attività delle vittime. Sono procedure con le quali la criminalità si inserisce nel tessuto economico e crea zone ‘mistè in cui spesso attività legali vengono alimentate con capitali illeciti”.

Secondo Trevisone è quindi “necessario muoversi lungo tre direttrici: repressione, prevenzione e solidarietà. Le forze dell'ordine stanno ottenendo grandi risultati, ma non basta. Si deve poi fare un'opera di maieutica: cioè trovare anche una forma per forzare le vittime a denunciare affinchè il circuito virtuoso emerga a tutto tondo. Nella lotta al racket e all'usura si può avere successo solo mettendo in rete le istituzioni, le associazioni di categoria, le associazioni antiracket ma soprattutto la societa' civile". Secondo Trevisone, le vittime si devono "convincere che denunciare non è solo un fatto etico ma conveniente, è un vantaggio economico".
Anche gli istituti di credito per l’ex prefetto di Palermo devono però fare la propria parte: “fanno il loro mestiere - ha spiegato - è necessario quello che gia' stanno attuando, cioè una sempre maggiore trasparenza. Si può chiedere loro trasparenza e come ha detto il Governatore della Banca d'Italia di stare attenti alle imprese che attraversano un momento di difficolta' ma che possono essere recuperate perchè quelle stesse imprese poi porteranno occupazione e miglioramento economico".


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