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Operazione della Digos

Blitz contro i clandestini


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Una vasta operazione contro l'immigrazione clandestina è in corso dall'alba in varie località della Sicilia. La sta conducendo la Digos della Questura di Enna e di Catania, con i commissariati di Vittoria. Perquisizioni e arresti sono stati compiuti nelle province di Enna, Catania e Ragusa. Indagati cittadini italiani con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina tramite il sistema dei nulla osta al lavoro. L'operazione, che rappresenta la seconda tranche dell'operazione sul favoreggiamento dell'immigrazione clandestina denominata ''Ingresso facile'' dell'ottobre 2009, vede impegnate decine di uomini, al lavoro per rintracciare extracomunitari presenti illegalmente nel territorio nazionale. A gestirli sarebbe un'organizzazione criminale, che secondo gli investigatori avrebbe sede a Barrafranca. L'indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Enna.

Gli agenti della Digos della Questura di Enna hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di Alfonso Balsamo, di 55 anni. Sono indagate altre cinque persone, F.M.C., M.M.S., M.D., M.G., B.A.M., tra cui alcuni insegnanti. Tra le persone coinvolte un consigliere comunale di Vittoria. Sono state eseguite anche numerose perquisizioni domiciliari a Piazza Armerina, Barrafranca, Catania e Vittoria. Gli indagati sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina continuata in concorso.

Le indagini hanno preso il via da un controllo dei nulla osta al lavoro a tempo indeterminato o stagionale del 2010, rilasciati a extra-comunitari su istanza presentata da pseudo datori di lavoro, alcuni dei quali poi rivelatisi soggetti compiacenti o all'oscuro del fatto che le loro generalità venivano usate per tali fini illeciti. L'organizzazione, secondo quanto accertato, era in grado di agevolare l'ingresso e la permanenza di numerosi extra-comunitari clandestini, tentandone la successiva regolarizzazione tramite la richiesta dei nulla osta al lavoro stagionale. Molti stranieri uomini venivano introdotti come collaboratori familiari e in alcuni casi è stato riscontrato che la richiesta veniva presentata in nome e per conto di persone all'oscuro dei fatti. Per molti altri vi era una palese illecita collaborazione o comunque una compiacenza nel firmare le richieste nominative, dicono gli inquirenti.


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