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L'incontro sarà il 23 marzo

Paura per il libro di destra
Rinviata la presentazione


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casapound, fascisti, nessun dolore, Cronaca
(rp) Ancora una volta, a Palermo, ha vinto la paura. Oggi, alle sei del pomeriggio era fissata alla Mondadori di via Ruggiero Settimo la presentazione di "Nessun dolore", titolo scritto da un autore e sponsorizzato da un'organizzazione di estrema destra: quelli di Casapound, che si definiscono "I fascisti del terzo millennio". L'incontro non ci sarà, come conferma la Mondadori, che ha rinviato la presentazione al 23 marzo, concordando la data con Casapound. Il timore di scontri è troppo forti. Nei giorni scorsi, l'annuncio del boicottaggio: "Gli studenti della facoltà di Lettere di Palermo, assieme ad associazioni antifasciste, presidieranno venerdì prossimo la libreria Mondadori, in via Ruggero Settimo, impedendo l’ingresso a chi volesse seguire la presentazione del libro “Nessun dolore”. “La presentazione – dicono i ragazzi di Lettere – è stata organizzata da una formazione di estrema-destra chiamata CasaPound e il libro è di un militante della stessa organizzazione. Preso atto di tale intenzione, le organizzazione e le formazioni antifasciste, i movimenti di studenti delle scuole e delle facoltà universitarie, i collettivi e i centri sociali palermitani impediranno fisicamente l’accesso all’edificio stesso con l’intento di far saltare l’iniziativa ritenuta inaccettabile per i contenuti e gli ideali di cui si fa portatrice”.

La concatenazione logica degli eventi è facile da ricostruire. La Mondadori, già bersagliata a colpi di vernice da valorosi protagonisti incappucciati nell'era dei cortei anti-Gelmini, ha preferito soprassedere. E si può capire. D'altra la parte, la miccia della tensione rischia di incendiarsi egualmente. Casapound intende onorare l'appuntamento, pure sotto i portici all'aperto. Questo, almeno, è quanto hanno riferito i dirigenti dell'organizzazione a Livesicilia. Le conseguenze potenziali sono immaginabili.

I libri brutti dovrebbere combattersi con i libri belli. Ci sono le parole, a disposizione delle persone, come strumenti per polemizzare, anche con metaforiche pietre contundenti. La sopraffazione fisica, garantita da una moltitudine vigliacca ai danni della libera scelta del singolo, è violenza squadrista. E' l'olio di ricino universale che precipita una comunità nello sgomento. E in nome della paura si perde il coraggio della civiltà. Chi scrive è politicamente lontanissimo dalla "cultura" che ispira presentazioni di libri come "Nessun dolore". Ma per ribadire la propria lontananza è lecito restare a casa, o intervenire e riportare la forza delle argomentazioni al centro della scena. Paventare ritorsioni fisiche per impedire la legittima riunione di chi vorrebbe partecipare è un'esibizione muscolare di intolleranza e totalitarismo del pensiero. Dispiace soltanto che gli autori della minaccia si definiscano studenti. O forse lo sono davvero, per estrema ironia della sorte.


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