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Turismo, le Province siciliane
volano alla BIT di Milano


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Nonostante il niet del presidente Lombardo, la Sicilia sarà presente anche quest’anno alla Bit di Milano grazie all’Urps (Unione regionale province siciliane). Le nove province isolane, infatti, preso atto della rinuncia della Regione a partecipare alla più importante fiera italiana del turismo, considerata dal numero uno di Palazzo d’Orleans “uno spreco di denaro, un modo come un altro per far arricchire di più il Comune di Milano e l'economia della Lombardia”, hanno deciso di unire le forze allestendo un unico stand.

"Abbiamo dato ascolto al grido di disperazione degli operatori del turismo, rimasti sorpresi per la decisione della Regione di non partecipare alla Borsa internazionale del turismo", dichiara Giovanni Avanti, presidente dell’Urps e della Provincia di Palermo. «Per la prima volta le nove provincie riescono a fare sistema, spendendo una cifra irrisoria rispetto al passato ma permettendo agli operatori del turismo di incontrare oltre 200 buyer. La Sicilia sarebbe stata l’unica a mancare ad un appuntamento così importante e questo non potevamo permetterlo. Ci siamo confrontati con chi lavora nel turismo, senza calare nulla dall’alto ma partendo dal basso, per esaltare le peculiarità dei nostri territori che non devono essere in competizione ma fare sistema sul mercato mondiale».

“La Sicilia dei territori” sarà lo slogan delle iniziative messe in campo dalle province nella quattro giorni milanese, che vedrà gli enti locali isolani impegnati dal 17 al 20 febbraio a presentare un fitto calendario di eventi e attività che andranno da TaoArte alla Venere di Morgantina e alla riapertura della Villa del Casale, passando per gli Internazionali femminili di tennis a Palermo, le rappresentazioni classiche di Siracusa e la mostra dei quadri di Salvatore Quasimodo.
Lo stand, che misurerà 20 metri per 17, avrà, oltre alla tradizionale zona per le conferenze, anche uno spazio con buvette per gli incontri con i buyer e al centro un albero di ulivo a simboleggiare il territorio siciliano.

"Non è più sufficiente un turismo balneare – aggiunge Avanti – relegato alla sola stagione estiva. Dobbiamo aprirci ad altre forme di turismo, come quello culturale ed enogastronomico, che siano più destagionalizzate e che coinvolgano anche i territori più interni della nostra Isola. Tutti e nove i presidenti hanno partecipato al di là dei partiti e delle divisioni politiche e vogliamo insediare un tavolo permanente fra le province e gli operatori del settore, facendo sinergia e sopperendo all’inattività di questi ultimi anni dell’assessorato regionale. Solo le province conoscono a fondo i propri territori e possono promuoverli al meglio. Non faremo passerelle, ma presenteremo contenuti veri e innovativi".
Parole dirette proprio al presidente Lombardo, che ha proposto la creazione di una fiera del turismo in Sicilia. "L’idea è buona – risponde Avanti – ma va preparata per tempo e non calata dell’alto, facendo pubblicità all’estero e non in Sicilia, altrimenti finiamo solo per parlarci addosso".

E l’esperienza potrebbe ripetersi anche in occasione delle prossime fiere del turismo di Francoforte, Berlino, Mosca e per l’Expo 2015 di Milano. "Sarebbe un delitto – secondo Giuseppe Castiglione, presidente dell’Unione province italiane e della Provincia di Catania – se i turisti venissero a Milano nel 2015 e non in Sicilia, specie in un momento di crisi come questo".


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