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Lombardo, diktat sulle alleanze

Tutte le spine di Ragusa
Mpa, fronda e mugugni


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Politica, raffaele lombardo, ragusa, Politica
Terza domenica ragusana per il governatore Lombardo nel giro di pochi mesi. Già la scorsa settimana il leader autonomista, con un blitz, aveva dettato la linea politica del suo partito ai dirigenti in vista delle prossime elezioni amministrative a Ragusa e a Vittoria. Nel corso di una partecipata assemblea mattutina, tenutasi all’hotel Mediterraneo di Ragusa, il presidente ha incontrato iscritti, simpatizzanti e dirigenti per fare il punto all’interno dell’Mpa, scosso da alcune divisioni in merito alle linee tracciate dal presidente.

Linee che, a parere di Lombardo, devono essere coerenti a livello locale con le alleanze decise con i vertici nazionali di Fli, Udc e Api. La temperatura all’interno del partito autonomista è cresciuta dopo lo strappo di domenica scorsa deciso dal presidente, che nel capoluogo vuole correre in solitaria. Non sono mancati i malumori degli iscritti all’Mpa dati comunque i buoni rapporti tra il partito ibleo e l’attuale sindaco e futuro candidato del Pdl Nello Dipasquale.

Ma, nonostante i mugugni degli autonomisti ragusani, tra cui anche due consiglieri comunali, Lombardo ha spiegato di volersi smarcare dal Pdl e di presentare un candidato autonomo a Ragusa e a Vittoria. Ancora però non è circolato l’elenco dei papabili. Il governatore ha anche risposto secco a quanti lo accusano di prendere sotto gamba gli interessi di Ragusa: “Continuo a leggere e a sentire un sacco di sciocchezze su questa storia. La nostra attenzione per Ragusa è totale, la nostra sensibilità è totale. Polemiche sterili e inutili quelle sollevate”.

Al suo uditorio Lombardo ha illustrato le divergenze con il sindaco Dipasquale che lo hanno convinto a correre da solo, sottolineando il suo disappunto sul piano paesistico e sulla idea di sviluppo della città. Si è parlato anche di infrastrutture, da sempre carenti nel ragusano. Sull’aeroporto di Comiso il presidente si è intestato la battaglia che ha portato, con la classificazione dello scalo di interesse nazionale, “un risparmio di cinque milioni di euro per le casse regionali”. L’altra grande opera, costellata di polemiche, è la superstrada Ragusa – Catania, nei confronti della quale Lombardo si è sempre opposto per via dell’alto pedaggio che i cittadini dovrebbero pagare e per un project financing di dubbia utilità. “Noi abbiamo espresso le nostre perplessità – ha affermato il presidente – su certe procedure, ma se lo Stato vuole, essendo quei quattrini contenuti nel solito Fas che ci viene ancora negato, possono andare avanti con l’appalto”.


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