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I dieci punti di Faraone


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, Cronaca
1) Abbattere i costi della politica.

Ridurre il numero degli assessori da 15 a 10. Eliminare le figure esterne di “esperti del sindaco” e scegliere come direttore generale un impiegato interno all’amministrazione. In questo modo si potrebbe risparmiare ogni anno quasi un milione e mezzo di euro.

2) Abbattere i costi delle aziende ex municipalizzate.

Mandare a casa i CdA delle Aziende ex municiapalizzate e nominare un amministratore unico. Si risparmierebbero circa 3 Milioni di Euro l’anno.

3) Riorganizzazione e ottimizzazione delle aziende ex municipalizzate.

Affidare a Sispi tutti i servizi di informatizzazione del Comune e delle aziende ex municipalizzate e non esternalizzare il servizio. Affidare i servizi di pulizia e manutenzione di uffici e mezzi alla Gesip e non a ditte esterne.

4) Utilizzare al massimo i fondi europei.

Utilizzare tutte le risorse comunitarie relative alla programmazione 2007-2013 che porterebbe nelle casse comunali circa 500 milioni di euro. La percentuale di incidenza dei fondi comunitari sul bilancio comunale oggi è intorno al 4%. Occorre arrivare a una media del 40%.

5) Il Comune che spende zero per luce e riscaldamento

Tra le spese obbligatorie per le  “utenze”, il Comune spende circa 7 Milioni di euro per il riscaldamento e l’elettricità. Si propone di installare pannelli fotovoltaici, finanziati da apposito bando regionale  destinato ai Comuni virtuosi che vogliono andare verso il risparmio energetico.

6)Il Comune comunica gratis.

Il Comune mette tra le proprie spese obbligatorie la voce “Utenze” per circa 22 Milioni di euro, di cui un buon 30 per cento (circa 7 milioni) sono le spese telefoniche pagate a Fastweb, Telecom, Wind, mentre il Comune possiede un anello telematico attraverso il quale tutte le utenze voci e dati (Sistema VOIP) potrebbero passare gratis solo attivando la rete esistente e gli investimenti già fatti.

7) Incentivare i prepensionamenti.

I lavoratori che hanno i requisiti per andare in pensione vengono incentivati al prepensionamento con un bonus economico.

8) Pagare subito, pagare meno.

Il Comune di Palermo ha un volume di Residui Attivi (cioè entrate accertate ma non riscosse) di 1.448.643.268,56 Euro. Sono tasse non pagate, multe in attesa di discussione davanti ai tribunali amministrativi, ruoli Tarsu dovuti da soggetti deceduti o da imprese fallite, etc. etc.

Si propone una data ultima in cui i cittadini avranno l'obbligo di pagare. Se la rispetteranno, non pagheranno gli interessi.

9) Pagare tutti, pagare meno.

Ad oggi, solo il 60% dei palermitani paga la Tarsu. Si propone la domiciliazione della Tarsu attraverso le bollette Enel. Pagheranno tutti e in 6 rate annuali, diluendo l’ammontare del tributo.

10) I più ricchi donano servizi e infrastrutture attraverso l’Irpef.

Si propone il metodo della tassa di scopo che obbliga il Comune fissare anticipatamente la destinazione delle somme. La proposta di deliberazione prevede una rimodulazione dell’imposta in base al reddito: abbattimento per i disoccupati, i cassintegrati, per le famiglie monoreddito e per gli anziani e per tutte le fasce di popolazione con redditi al di sotto dei 30 mila euro e l'aumento Irpef per i redditi superiori a 60.000 euro.


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