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L'ex primario di Ragusa

Novità nelle indagini sul caso Civello
I Nas sequestrano 800 cartelle cliniche


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Nuovi sviluppi per il caso Civello, il medico accusato di concussione, falsità materiale e ideologica, truffa aggravata in danno al Servizio sanitario nazionale. Tra il 2 e il 5 febbraio i Carabinieri del Nas hanno acquisito circa 800 cartelle cliniche e il fascicolo riguardante il trasferimento del medico a Ragusa.

La vicenda. Il dottore Ignazio Massimo Civello era arrivato a Ragusa nel maggio del 2008 accompagnato da una fama “papale” per aver lavorato nella stessa équipe medica che aveva operato papa Karol Woityla.

Ma dopo le segnalazioni di qualche paziente ai carabinieri
erano iniziate ad addensarsi diverse nubi nere sull’operato del medico.

In particolare a rivolgersi agli inquirenti erano stati pazienti affetti da gravi malattie,
come il cancro, e che avevano riportanti addirittura dei peggioramenti nonostante le costose operazioni del dottor Civello. E così per circa due anni l’attività del primario è stata minuziosamente monitorata attraverso cimici e intercettazioni che hanno fatto emergere un quadro sconcertante.

Il sistema. Spalancare le porte della sanità a pagamento agli ignari pazienti.
Era questo il sistema che Civello, grazie all’ausilio di alcuni suoi collaboratori, aveva architettato. Molti pazienti, indotti dalle parole lapidarie del medico, erano costretti ad accendere a dei mutui pur di farsi operare privatamente. Le cifre delle prestazioni si aggiravano tra i 5mila e i 9mila euro.

"Stanza a pagamento o Alpi (Attività libera professionale intramoenia) io non faccio credito a nessuno", diceva il professore.

Inoltre, secondo le accuse,
le lunghe indagini avrebbero accertato alterazioni delle liste d´attesa e falsificazioni dei registri di sala operatoria. In alcuni casi il primario avrebbe asportato organi perfettamente sani, come un’ovaia ad una giovane donna e l´unico rene funzionante ad un´altra paziente che da quel momento era stata costretta a sottoporsi a dialisi. Sarebbero anche stati asportati, per tumori non esistenti, due stomaci.

L’arresto. Le indagini, condotte dal procuratore capo Carmelo Petralia, hanno portato a formulare pesanti accuse al medico come concussione, falso ideologico e abuso d’ufficio. La richiesta d’arresto, convalidata dal gip Claudio Maggioni che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, è stata attuata lo scorso 13 gennaio dagli uomini del Nas.

Il procuratore Petralia aveva chiesto il carcere,
mentre il Gip ha concesso la custodia domiciliare, da poco revocata con la motivazione che non sussistono le esigenze cautelari, ma risultano confermati i gravi indizi di colpevolezza.

Insieme a Civello sono state denunciate a piede libero altri sei collaboratori del professore.

La difesa. “Non tornerò a fare il medico a Ragusa. Sono stato indicato come un mostro e questo è lesivo della mia dignità umana”. Con queste parole Civello si è recentemente difeso e il suo avvocato, Michele Sbezzi, ha chiesto alla Procura dettagliate perizie tecniche che motivino i capi d’imputazione.

Gli sviluppi. Con l’acquisizione dei nuovi documenti, da parte degli uomini del Nas, negli uffici della Direzione generale dell’Asp e dell’ospedale di Ragusa si potrebbe ipotizzare l’arrivo di nuovo materiale utile alla Procura. Infatti sembrerebbe che nelle circa 800 cartelle sequestrate si configurerebbero altre ipotesi di reato relative ad alcuni interventi chirurgi eseguiti da Civello sia nel suo studio privato sia in ospedale.

E’ stato il procuratore Carmelo Petralia a chiedere il sequestro dei documenti anche in seguito a nuovi esposti di alcuni pazienti passati sotto il “sistema Civello”.

La vicenda è ancora aperta e si attendono nuovi sviluppi giudiziari.


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