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L'assessore per la Salute

Russo risponde ai vip:
"Dobbiamo credere in noi"


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L'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, interviene dopo l'appello lanciato da un gruppo di scrittori, artisti intellettuali e imprenditori siciliani a proposito della situazione dell'ospedale Civico di Palermo.

"Raccolgo con grande rispetto, condividendone lo spirito,
l'appello pubblico di numerosi esponenti della società civile che intervengono in un momento particolare per la vita dell'ospedale Civico nel quale, è bene precisare, operano grandi professionalità: è compito preminente della direzione generale creare le condizioni organizzative perchè esse possano esplicarsi al meglio, nell'interesse esclusivo dei pazienti. Ed è preciso dovere della politica, della buona politica, scegliere coloro che siano dotati di specifiche competenze, adeguata professionalità, capacità di interloquire con gli attori del sistema, propensione a fare scelte di responsabilità. Poichè sono convinto che la politica, quella nobile e di alto significato, consiste nell'assicurare la buona amministrazione e il perseguimento del bene comune, il direttore generale del Civico, come di ogni altra azienda sanitaria, non dovrà essere distante dalla politica ma dovrà invece essere capace di realizz are, nel la sua attività quotidiana di amministratore dell'azienda, il programma politico che sta alla base dell'azione riformatrice - se non addirittura rivoluzionaria - che quest'assessorato sta portando avanti. Sono e devono essere questi i meccanismi fondamentali di una sana democrazia.

Da una parte il responsabile politico che si assume il compito di dettare gli indirizzi gestionali e programmatici, dall'altra i direttori generali cui compete l'attuazione degli obiettivi assegnati con le relative risorse. E' evidente - continua Russo - che bisogna individuare soggetti capaci di resistere a tentazioni, accomodamenti, compromessi e condizionamenti, capaci di respingere interdizioni guardando solo all'interesse dell'utente. Per la scelta del nuovo manager del Civico di Palermo, che dovrà avere intelligenza e schiena dritta, seguirò proprio questi criteri e li concerterò con gli stessi operatori e con le forze sindacali".

"La scelta di un manager - sottolinea l'assessore
- estraneo alle logiche spesso contorte di questa terra, l'ho già fatta in tempi non sospetti, assumendo il bolognese Maurizio Guizzardi alla guida del più robusto dipartimento dell'assessorato. Una scelta peraltro felice - sebbene anche allora qualcuno abbia voluto trovare improbabili appartenenze politiche - che ha prodotto eccellenti risultati ma che è maturata in un momento in cui bisognava attingere dalle esperienze italiane più virtuose per edificare le fondamenta della nuova sanità siciliana.

Ecco perchè capisco bene lo spirito dell'appello
ma al tempo stesso ritengo fuorviante il rilievo che viene dato alla provenienza geografica. In cuor mio sono convinto, come penso che siano convinti anche i promotori dell'appello, di potere trovare in questa terra una persona che sappia fare il bene della sanità siciliana. E' anche una questione di fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità di poter dare riposte positive alla gente: credo che sia questo quello che si aspettano i siciliani".

"A fine mese - ribadisce Russo -
definiremo il nuovo albo dei direttori generali. Quindi affiderò i curricula all'Agenas, l'agenzia per i servizi sanitari alle Regioni, così come avevo fatto informalmente in occasione delle precedenti nomine, per l'individuazione delle migliori professionalità, in relazione alle caratteristiche e alle tipologie delle 17 aziende e in linea con quanto voluto dalla legge di riforma del sistema sanitario. In esito a questi passaggi nominerò il nuovo direttore generale del Civico. Dobbiamo fermamente credere nelle potenzialità di questa terra, assumendoci la responsabilità di scelte di legalità e trasparenza, confidando nelle nostre risorse umane e professionali e senza per forza rivolgerci ad "estranei" per fare scelte rigorose e di qualità. Ho sempre manifestato - conclude Russo - la convinzione che cambiare si può e io ci credo ancora, nonostante i dolorosi, subdoli e cattivi attacchi non solo di chi è palesemente avverso al cambia mento e alla modernizzazione ma anche da parte di quelle forze che si reputano riformiste ma sono in realtà incapaci di leggere la realtà ed il suo incalzante divenire".


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