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L'assessore Missineo a Livesicilia

"Vi spiego il bando
sui beni culturali"


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bando, beni culturali, sebastiano missineo, sicilia, Economia, Politica
“Questo bando ha subìto dei rinvii per sistemare alcune inesattezze. Adesso siamo pronti per partire e ci sarà tempo fino al 3 marzo per presentare proposte da parte dei privati”. Parola di Sebastiano Missineo (nella foto), assessore regionale ai Beni Culturali, la cui firma ha dato il via ai bandi europei per la gestione dei beni culturali siciliani. Quattordici lotti, per un totale di 48 beni che andranno in gestione, dalla Valle dei Templi al Teatro Antico di Taormina, dal convento della Magione, all'area archeologica di Selinunte.

“Si tratta ovviamente di bandi a respiro europeo – precisa Missineo – dunque ci rivolgiamo alle grandi imprese che operano nel settore del turismo e dei servizi. Credo sia opportuno sottolineare che ciò che andremo a privatizzare sono soltanto i servizi aggiuntivi, non la custodia dei beni culturali”.

Tra i servizi richiesti si va dal bookshop, alla caffetteria, dalla biglietteria all'organizzazione di eventi. A finire nei bandi sono appunto “poco meno di 50 beni culturali, suddivisi in 14 lotti da assegnare, ognuno dei quali comprende un sito cosiddetto 'maggiore', più un paio di siti 'minori'. Prevediamo la partecipazione di grandi aziende nazionali e internazionali, che innescherà un circolo virtuoso capace di aumentare le presenze turistiche, anche attraverso una più ampia offerta di servizi efficienti e competitivi”.

La Regione – e Missineo in particolare in quanto assessore al ramo – era finita al centro delle polemiche poco più di un mese fa, a causa di un articolo apparso su El Pais che denunciava la presenza di ex sicari della mafia che oggi prestano servizio a palazzo Abatellis. Oltre le polemiche, è di qualche giorno fa la reazione propositiva di Missineo alle critiche ricevute. Per questo motivo ha lanciato la proposta di un programma rivolto ai detenuti, che vede protagoniste opere d'arte accantonate nei magazzini e di proprietà della Regione.

Come già accade in Francia, anche in Sicilia si proverà ad attivare percorsi di recupero sociale attraverso l'arte. Anche se Missineo ammette di non aver ancora ricevuto feedback dai direttori degli istituti penitenziari dell'Isola. Ma l'assessore regionale ai Beni Culturali si dice ottimista: “io sono convinto delle profonde responsabilità sociali che le istituzioni sono tenute ad assumersi. E l'arte, il bello, l'estetica, credo che siano ottimi strumenti di redenzione. Non auguro a nessuno di trovarsi della propria libertà individuale e sono convinto che le istituzioni abbiano precisi doveri nei confronti delle categorie più a rischio”.

Tornando invece ai beni che andranno in gestione, Missineo non teme le critiche che potrebbero arrivare, come accaduto al suo predecessore Antonello Antinoro. “Non le temo – dice – perché si tratta di un'operazione molto più strutturata, di respiro europeo, che tutela anche le piccole realtà imprenditoriali locali”.

“Per il modo in cui sono strutturati i bandi – conclude Missineo – se io fossi un operatore belga o tedesco, non esiterei un attimo prima di contattare le realtà locali e proporre partenariati. Per dirla in soldoni, nella caffetteria i turisti dovranno trovare cannoli e non cheesecake e nei bookshop sarà possibile acquistare produzioni di realtà editoriali siciliane”.


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