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Cgil: "Farmaci scaduti a Villa Sofia"
La replica: "Sono solo falsità"


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massimo russo, Michele Palazzotto, sanità, villa sofia, Politica
"Ieri pomeriggio una visita ispettiva della Joint Commission al Pronto soccorso di Villa Sofia ha riscontrato gravi inadempienze. Un fatto che conferma quanto da noi denunciato: distorsioni e inefficienze interessano l'intero sistema sanitario, completamente allo sfascio". Lo dice il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto.

"L'assessore Russo ha fatto bene a chiedere le dimissioni di Allegra - continua - ma farebbe bene a pretendere le dimissioni anche dai direttori generali delle Asp e dagli altri direttori ospedalieri dove si sono registrati fatti di malasanità o irregolarita". Per la Fp Cgil "la Joint Commission al Pronto soccorso di Villa Sofia ha trovato farmaci, provette, tamponi faringei scaduti dal 2007, codici gialli in attesa da oltre 5 ore e senza alcun monitoraggio".

"E ancora una carenza assoluta di procedure organizzative - precisa - protocolli e linee guida di riferimento e personale abbandonato a se stesso. Questa situazione - dice Palazzotto - è la norma nei Pronti soccorsi dei nostri ospedali e non l'eccezione. E il motivo non sono solo i direttori generali ma la scelta che c'é a monte: nomine decise con il manuale Cencelli della vecchia spartizione politica".

"E' tutto falso: sono menzogne finalizzate a colpire la mia persona. E' un attacco di infimo livello". Lo dice Salvatore Di Rosa, direttore generale degli ospedali riuniti Cervello-Villa Sofia, rispondendo alla nota della Fp-Cgil che denuncia la presenza di farmaci e tamponi faringei scaduti dal 2007 al pronto soccorso di Villa Sofia. "Sono falsità disarmanti - continua -. Lavoriamo con estrema serenità e trasparenza: lo prova il fatto che i tecnici della joint-commission non hanno trovato nulla. Né farmaci né tamponi faringei scaduti da anni". La pensa allo stesso modo Ilaria Dilena, referente del presidio di Villa Sofia per la joint commission. "Sapevamo da giorni della visita ispettiva - dice - se c'erano farmaci scaduti, li avremmo di certo buttati. Invece, non abbiamo nulla da nascondere e per questo siamo sereni. Sono delle menzogne pilotate a minare la serenità del lavoro dei medici". Per quanto riguarda i lunghi tempi delle liste di attesa "é normale - conclude Dilena - in un momento di picco influenzale".


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