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La figlia di Rostagno: "La verità è vicina"


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E' arrivata al palazzo di giustizia in testa al corteo dei giovani e delle associazioni che ha preceduto l'inizio dell'udienza del processo per l'uccisione di Mauro Rostagno. "Finalmente dopo 22 anni siamo in un'aula di giustizia. La verità è più vicina" dice Maddalena Rostagno, 37 anni, la figlia più giovane del giornalista-sociologo.

"Siamo qui - aggiunge - al fianco di inquirenti perbene che hanno ottenuto il rinvio a giudizio per due imputati. Questa è l'unica possibilità per ricordare Mauro che era una bravissima persona. Ha sempre scelto chi essere, cosa fare e dove stare. Aveva deciso di essere trapanese, come diceva e come ricordano tutti quelli che lo hanno conosciuto. Si era innamorato della Sicilia sin dagli anni Settanta. Io stessa sono nata a Palermo nel 1973. Ci sono rimasta per tre anni, poi siamo andati via".

Non manca qualche riferimento polemico alla prima fase dell'inchiesta quando venne imboccata la "pista interna" che coinvolgeva la stessa compagna di Rostagno, Chicca Roveri. "Ora sono state messe le cose al loro posto" aggiunge Maddalena Rostagno mentre stringe la mano al pm Gaetano Paci. "Mi fa piacere ringraziarla - dice - per quello che ha fatto".

Nel 2002 Paci ha ripreso con il procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Antonio Ingroia, la direzione dell'inchiesta riprendendo le dichiarazioni di alcuni pentiti e disponendo la perizia balistica che attribuisce a Vito Mazzara il ruolo di esecutore materiale dell'agguato.


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