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Il 2 febbraio e Raciti

Filippo, morto scomodo


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, Cronaca
L'ispettore Filippo Raciti, ucciso un 2 febbraio in occasione di un Catania-Palermo, cominciò da subito a indossare i panni del morto scomodo. Quella notte aspettai i tifosi rosanero di ritorno dal derby del "Massimino". Scesero dal pullman in viale del Fante e sciamarono via. Uno ebbe il tempo di dire: "Sì, mi dispiace per lo sbirro. Ma l'importante è che abbiamo vinto a casa di quei bastardi". Scomodo per i trionfatori che non volevano il nastrino del lutto. Scomodo per Catania e per parte dei catanesi che, con un riflesso emotivamente sconsiderato, hanno vissuto questa storia c0me una accusa generalizzata e immotivata. Una città ha il diritto di ribellarsi alle etichette ingiuste. Ma se per una partita scoppia la guerriglia, con successiva vittima, non è il caso di prendersela troppo quando, accanto al nome della città, qualcuno appone l'aggettivo "violenta".

Filippo morto scomodo, in fondo al cuore, per gli ultras. Era pur sempre uno "sbirro". Aggiungiamo: un nobilissimo e capacissimo uomo in divisa. Però si sa che per le frange più estreme uno sbirro è uno sbirro, una controparte, il nemico. Puoi andare al suo funerale, stringendo i denti, come per fornire agli altri che ti osservano un alibi di buona condotta, non perché ci credi davvero. E quante cose orrende, questa Sicilia stracciona e maschilista ha saputo dire della signora, della moglie di Filippo, che non saprà più togliersi di dosso il marchio lugubre della "vedova Raciti". Prima l'abbiamo trattata come un'esaltata, una pazza con la sua curiosa sete di giustizia. E che volete che sia perdere un marito.. Ora qualcuno la guarda come una donna fortunata, ricca e soddisfatta. Quasi miracolata dalla fine atroce del padre dei suoi figli. C'è tutto il nostro perverso costume sociale in una tale corposa degradazione del dolore umano.

E poi Filippo resta scomodo per il calcio. Per un mondo che non ha voluto imboccare una strada diversa, nonostante le promesse. Il pallone è culturalmente intriso di una violenza che si sfoga a vari livelli. Che gran teatro, che splendida panacea di tutti i mali che è il pallone! Qui, in Sicilia come in Italia, l'unico vero dramma sociale, la sola ragione per scendere in pazza a protestare,  è sempre il rigore non dato.


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