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La proposta bocciata

Deputati, no alla riduzione
E' bagarre nel Pdl


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, Politica
La bocciatura della proposta di ridurre il numero dei deputati a sala d'Ercole da 90 a 70, come prevedibile, ha sollevato un polverone di polemiche, destinato a far discutere anche nei prossimi giorni. Il disegno di legge era stato proposto in commissione affari istituzionali dal deputato pidino Giovanni Barbagallo. Ma a votare il ddl sono stati soltanto i deputati del Pd presenti. La motivazione data a caldo da chi ha espresso parere contrario è stata lineare: è vero che è necessario pensare ai tagli, ma perché non cominciare dalle consulenze esterne negli assessorati o negli uffici di gabinetto degli assessorati? Oltre le provocazioni, l'opposizione ha spiegato che il solo taglio di venti deputati non inciderebbe nei bilanci regionali e si è detta disposta a votare, invece, un provvedimento più generale, che includa tagli in più settori dell'amministrazione e della burocrazia.

Ma secondo Barbagallo, primo firmatario del ddl, l'esigenza di un riequilibrio tra la Sicilia e le altre Regioni dello Stivale sarebbe oggettiva. E, in effetti, a dare un'occhiata al numero di deputati che rappresentano nei loro parlamenti i cittadini delle singole Regioni, la Sicilia detiene il negativo primato del maggior numero di parlamentari regionali. I numeri, in questo senso, sono chiari: Abruzzo 45, Basilicata 30, Calabria 50, Campania 71, Emilia Romagna 50, Friuli Venezia Giulia 59, Lazio 71, Li8guria 40, Lombardia 80, Marche 40, Molise 27, Piemonte 63, Puglia 70, Sardegna 80, Sicilia 90, Toscana 65, Trentino Alto Adige 70, Umbria 30, Valle D’Aosta 35 e Veneto 60.

Così all'interno del Pdl a palazzo dei Normanni, è già scontro. Finita la riunione di commissione, il primo a commentare l'esito del voto è stato il berlusconiano e presidente dell'Assemblea Francesco Cascio, secondo il quale la bocciatura non può che leggersi negativamente. E proprio questa reazione ha portato Cascio ad annunciare l'intenzione di voler portare in Aula il ddl, nonostante la bocciatura della commissione.

Subito i pidiellini hanno "corretto" il tiro e hanno risposto al 'richiamo' del presidente dell'Ars, una sorta di tregua. Il una nota collettiva, i parlamentari del Pdl hanno dichiarato di condividere in pieno la scelta di Cascio di far approdare il ddl a sala d'Ercole. “La votazione dei deputati del Pdl in Commissione di merito – hanno precisato – riguardava una valutazione tecnico-giuridica del testo presentato. In Aula apporteremo le giuste correzioni ed approveremo un testo che sia compatibile sotto il profilo giuridico. Auspichiamo che il Presidente Cascio calendarizzi già per martedì prossimo l’esame del testo in Aula”.

Ma davvero a quel punto l'Aula sarà disposta a rinunciare a oltre il 20% dei propri membri?

E intanto il capogruppo dei deputati del Pid, Rudy Maira, riapre lo scontro col governo Lombardo: “Più che ad una riduzione del numero dei parlamentari, davanti ad un commissariamento delle funzioni di governo determinato dalla nomina di 12 assessori tecnici, è indispensabile una legge che ridia il giusto prestigio al parlamento per le funzioni legislative - ha detto Maira - Serve una legge che riveda i rapporti tra Governo regionale e parlamento perché da quando è stata introdotta l’elezione diretta del presidente della Regione non si è operata una netta distinzione di funzioni e competenze tra organi statutari. Guardo, invece, alle proposte di riduzione dei parlamentari come al tentativo di inseguire le spinte dell’antipolitica e sono convinto che non siano queste le misure per ridare credibilità alla politica, semmai il rispetto del voto popolare oggi disatteso in maniera eclatante e pericolosa per la democrazia”.


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