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Ragusa, 35 arresti

Bloccati tre gruppi di spacciatori
Fermato il fiume della droga


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arresti, droga, ordinanza, Cronaca
Fermato il fiume di droga che dalla "sorgente" di Catania sgorgava copioso verso Ragusa. Stamattina, alle prime luci dell'alba, la Squadra Mobile di Ragusa ha eseguito 35 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip presso il Tribunale di Catania su richiesta della procura distrettuale. L'accusa per i 35 arrestati è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. L'operazione, denominata "Rewind", ha stroncato tre diversi gruppi che trafficavano cocaina, ecstasy, lds e hashish tra Ragusa, Acireale, Motta Sant'Anastasia e Misterbianco.

"L'operazione - ha spiegato Carmelo Petralia, procuratore capo di Ragusa - ha rotto la commistione tra i gruppi catanesi e un gruppo ragusano. Non si trattava del solito traffico organizzato dagli extracomunitari tra Santa Croce e Vittoria, bensì di una rete complessa che siamo riusciti a recidere". A dare il via alle indagini hanno contribuito le indicazioni di un collaboratore di giustizia tunisino che nel 2006, dopo esser finito in carcere per spaccio di stupefacenti, ha dato all'allora procuratore di Ragusa Fabio Scavone, adesso a Nicosia.

La dottoressa Marisa Scavo, procuratore delegato dalla DDA di Catania per la zona di Ragusa e Niscemi, ha commentato che il "reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, di competenza della procura distrettuale, ha fornito tutti gli strumenti investigativi più adatti, consentendo di svolgere indagini ad ampio spettro". La testa di ponte del ragusano era il pluripregiudicato Giulio Tumino, fiancheggiato da Rosario Gulino, mentre per la parte catanese i referenti erano Vincenzo Urso per Acireale, e i pregiudicati Maurizio Mascali e Nunzio Bottiglieri per Motta e Misterbianco.

La fitta rete, smantellata grazie a intercettazioni telefoniche e pedinamenti, portava la droga, in particolare quella sintetica, verso i locali, le discoteche e i litorali affollatissimi nel periodo estivo. L'operazione ha interessato anche le province di Agrigento, Palermo, Siracusa, Prato, Parma, Reggio Emilia, Milano e Napoli. Da quest'ultima città venivano acquistate grosse partite di droga per essere smerciate dall'organizzazione in tutta la Sicilia orientale. Erano oltre un centinaio i pusher che poi rivendevano la merce e ben 98 sono stati denunciati alla DDA di Catania, che ha poi emesso 39 ordinanze di custodia cautelare. All'appello mancano però quattro persone che gli inquirenti contano di riuscire a raggiungere.

Il procuratore Petralia ha concluso sottolineando "la sensibilità della procura distrettuale di Catania per i reati di tipo mafioso a Ragusa" e ha rimarcato, ancora una volta" che il territorio ibleo è "periferico ed eccentrico rispetto ai reati di tipo mafioso e ha diverse emergenze criminali già attenzionate".


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