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Intervista a Speziale (Pd)

"Alleanza con Mpa e Udc
per costruire l'alternativa"


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Mpa, pd, speziale, udc
Incompatibilità tra cariche amministrative e coinvolgimento in vicende giudiziarie. E’ questo il tema del disegno di legge, proposto dal presidente della commissione regionale Antimafia Lillo Speziale (Pd) e appena esitato dalla commissione. Il testo sarà presentato domani in conferenza stampa, ma già sorgono i primi dubbi, perché, per esempio, il testo di legge sottolinea l'incompatibilità in caso di rinvio a giudizio soltanto per i nominati (assessori, dirigenti, manager) e non per gli eletti. Ma il presidente della commissione precisa: “La norma sarebbe stata incostituzionale. La legge, infatti, è chiara su questo punto e il diritto elettorale, sia attivo che passivo, decade solo davanti a sentenze passare in giudicato”.

Resta, però, una questione di fondo. Il ddl è passato con l'unanimità della commissione. Dunque, se tutti i partiti sono favorevoli all0'incompatibilità in caso di rinvio a giudizio per i nominati, perché non si provvede, a monte, a candidare soltanto gente che non rischia un rinvio a giudizio? “Il problema – commenta Speziale – investe la responsabilità dei partiti. Lo stesso codice di autoregolamentazione sottoscritto dai partiti è stato violato in 800 casi soltanto nelle ultime elezioni amministrative. Il punto è, e spiace dirlo, che i partiti di fatto non sono più luogo di selezione della classe dirigente. Mi riferisco al partito azienda per antonomasia, ma è chiaro che il nodo è proprio questa legge elettorale, che rafforza una forma di sistema oligarchico all'interno dei partiti, nessuno escluso”.

Passando poi alle questioni più interne al Pd, nella fattispecie al partito democratico siciliano, Speziale non vede grandi spaccature: “Il dato di fatto – dice – è che le decisioni assunte dai vertici regionali, sono sempre state riconfermate nelle tante direzioni convocate. È vero – ammette – ci sono anche delle posizioni minoritarie. Ma se le minoranze assumessero il diritto di veto, salterebbero i cardini della democrazia”.

Resta poi il nodo politico di un Pd che riconferma il sostegno a Lombardo e si allontana sempre più da quella sinistra isolana che lo accusa di non riuscire a costruire l'alternativa, almeno fin quando sosterrà il suo ex avversario politico. “Io non mi sono mai posto il problema del sostegno a Lombardo – dice Speziale – sin dall'inizio di questa legislatura. Perché il nodo era un altro: il Pd non poteva restare relegato alla marginalità politica nella quale era finito. Sono sempre stato consapevole del fatto che i nostri 29 deputati all'assemblea regionale non fossero frutto di un consenso reale nel territorio, bensì di questa legge elettorale. Per questo abbiamo lavorato non per sostenere Lombardo, ma per cacciare all'opposizione il Pdl, per sparigliare il centrodestra, per farlo implodere alimentando le contraddizioni interne, come in effetti è avvenuto. Costruire l'alternativa? Io non vedo altro modo, se non attraverso le politiche di alleanza. E in questo senso Mpa e Udc non possono che essere nostri interlocutori. La dimostrazione del fatto che stiamo costruendo l'alternativa sta nei risultati: dove il Pd si è alleato con l'Mpa, ha vinto”.


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