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L'apertura dell'anno giudiziario

Alfano: "Ci sono resistenze corporative
che ostacolano la riforma"


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angelino alfano, apertura anno giudiziario, Cronaca
''Resistenze corporative'' che vengono da piu' parti ''ostacolano qualsiasi tentativo di riforma del sistema giudiziario italiano''. Lo ha ribadito il ministro della Giustizia Angelino Alfano alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario della Corte d'Appello di Roma.

Il ministro ha garantito che ''non ci sottrarremo al confronto delle idee'' purche' si tenga conto del richiamo del primo presidente della Corte di Cassazione secondo cui sul tema dell'efficienza della giustizia ''nessuno puo' chiamarsi fuori limitandosi ad additare le colpe altrui''. Alfano ha sottolineato come questa ''regola'', purtroppo, e' rimasta spesso inascoltata anche per le resistenze corporative.

Intervento straordinario nelle carceri

Con l'approvazione del piano carceri il governo ''ha dato avvio ad un intervento straordinario senza precedenti nella storia della Repubblica, vista l'entità degli investimenti (675 milioni), la tempistica delle loro esecuzioni (nell'arco di un triennio) e la nuova creazione di 9.150 posti in esecuzione della sola prima parte del piano''. Cosi' il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e' tornato sulle azioni di contrasto al sovraffollamento carcerario, in apertura dell'anno giudiziario alla Corte d'appello di Roma. Nel ricordare gli interventi strutturali Alfano ha specificato come questi prevedessero in particolare ''la realizzazione di 11 nuovi istituti carcerari e di 20 padiglioni in ampliamento delle strutture carcerarie esistenti''. Si tratta ''di 2 mila posti in due anni, equivalenti al numero di nuovi posti che erano stati istituiti nei 10 anni precedenti''. Il ministro si e' anche soffermato sulla prevista assunzione di 1.800 agenti di polizia penitenziaria: ''Il più alto numero di posti banditi in un solo concorso''.

Serve una nuova cultura dell'organizzazione

C'e' ''crescente consapevolezza che il sistema giudiziario per essere innovato e diventare piu' efficiente non ha soltanto bisogno di risorse umane e finanziarie ma deve prima di tutto essere riorganizzato con la diffusione di una cultura dell'organizzazione e della misurazione dei risultati''. Lo ha sottolineato il Guardasigilli Angelino Alfano, all'inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'Appello di Roma. ''Si tratta di una nuova cultura - ha osservato Alfano - che, non senza resistenze e con fatica sempre piu' si diffonde. L'obiettivo finale - ha aggiunto - e' ridurre al minimo le differenze di efficienza che si riscontrano sul territorio''.

Difficile negale l'impegno del governo

''Non e' mancato l'impegno del governo in materia di giustizia'': cosi' il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'Appello di Roma, ha sottolineato come l'azione si sia concretizzata ''in numerose iniziative legislative, spesso approvate a larga maggioranza e talvolta all'unanimita', ed in una costante opera di amministrazione della macchina giudiziaria, fondata sul lavoro quotidiano al servizio della giurisdizione e nell'interesse dei cittadini''. Se ci si allontana dal piano della facile polemica - ha osservato - mi pare davvero difficile negare questo impegno se non fanno velo i sospetti, le reticenze e le resistenze all'innovazione ed il soverchiante ruolo dei media che, scelta la notizia che interessa, e' in grado magicamente di far sparire dal contesto quella parte importante di impegno quotidiano''.

Imponente azione di contrasto alla mafia

'Nel settore penale ''l'impegno del governo, con particolare riguardo all'azione di contrasto alla criminalita' organizzata, si e' ancora una volta confermato imponente ed efficace''. Cosi' il Guardasigilli, Angelino Alfano, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'Appello di Roma, ha passato in rassegna le azioni che ''il governo ha messo in campo''. Alfano ha in primo luogo ricordato ''il robusto sistema di norme di contrasto alla criminalita' organizzata; il piu' alto numero di detenuti sottoposti al 41 bis dell'ordinamento penitenziario e dall'altra parte il piu' basso numero di provvedimenti di revoca del carcere duro''.


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