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Antonello Cracolici a tutto campo

"Sono triste per Cuffaro
Ma io sto attento ai saluti..."


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antonello cracolici, cuffaro, Cronaca
Onorevole Cracolici, la revoca del bando degli stagisti si può considerare una vittoria del Pd?
“Non è una vittoria, né una sconfitta per nessuno. Abbiamo semplicemente valutato e ritenuto inidoneo questo strumento perché, pur nella buona fede con cui era stato pensato, avremmo rischiato di creare perversi meccanismi d'attesa di nuovo precariato. In una terra come la Sicilia, era una riflessione che avevamo il dovere di sostenere”.

Quali sono le pecche che riconosce a questo governo?
“Credo che questo governo stia cominciando a definire la propria identità. La riforma dei rifiuti varata lo scorso anno, proprio in questi giorni sta prendendo vita, con la messa in liquidazione dei 27 Ato rifiuti; le politiche di sviluppo si stanno definendo anche attraverso il credito d'imposta alle imprese; a breve partirà l'iniziativa 'scuole aperte' nelle zone a rischio di tutta la Sicilia”.

Non individua alcun limite?
“Certo, limiti ce ne sono tanti, la Sicilia è una terra complicata e tutti noi vorremmo fare di più. Forse il limite maggiore sta nel fatto che questo governo ha bisogno di essere più un gruppo collettivo, corale. Sarebbe necessaria una maggiore sinergia. Ma voglio anche ricordare che questo governo viene presentato all'Ars soltanto il 29 settembre e si è realmente insediato a metà ottobre. A guardare Minzolini sembrerebbe che il governo stia lì da 3 o 4 anni”.

Avete un piano per ricompattare il Pd siciliano?
“Mi auguro che il Pd ritrovi il proprio senso di marcia. Il Pd è diviso proprio per come è fatto, non è un partito leaderistico, ma fatti di gente, di partecipazione, di confronto. Bisogna evidenziare che ad oggi è in atto una riflessione anche in chi ha manifestato diffidenza nei confronti della scelta di sostenere questo governo. Il danno è che da un anno discutiamo di noi e non della Sicilia, mentre si sperava che il Pd fosse un partito capace di investire le proprie energie su come qualificare la sua presenza all'interno di questa esperienza di sostegno al governo”.

Soddisfatto di questo Pd?
“Non c'è di meglio in giro. Detto ciò, è vero, lo vorrei diverso, vorrei un partito capace di garantire la partecipazione, ma ance di assumersi la responsabilità delle proprie scelte”.

Antonello Cracolici, che è cresciuto politicamente in questa Sicilia, come ha reagito davanti alla sentenza della Cassazione su Cuffaro?
“Con grande tristezza. Io ho conosciuto Cuffaro trent'anni fa, frequentavamo entrambi l'università. Siamo stati sempre su fronti contrapposti, ma si può dire che siamo cresciuti insieme. Immaginare che la sua storia politica finisca dentro una cella di Rebibbia, mi mette tristezza. La Sicilia è una terra durissima. Io ho una storia diversa da Cuffaro. Ho sempre cercato di stare attento a chi salutavo. Questo mi ha reso sicuramente meno popolare, ma anche più libero”.

Che ne pensa della proposta di Calogero Mannino, di 'contestualizzare' il reato per concorso esterno in associazione mafiosa, visto il contesto sociale della Sicilia?
“Significherebbe ammettere che in Sicilia bisogna quasi convivere con la mafia. È un'affermazione che non sta né in cielo né in terra. Non ce la prendiamo con il reato, la verità è che, purtroppo, un pezzo di potere politico ha ritenuto di poter convivere con la mafia. I mafiosi vanno presi a calci in culo, non ci si prende un caffè insieme. Non è vero che siccome siamo siciliani, siamo tutti a rischio mafiosità. C'è gente che è morta per combattere la mafia. E c'è gente che ogni giorno fa il proprio dovere senza scendere a patti coi mafiosi. Non siamo tutti uguali”.


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