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Il capogruppo del Pdl all'Ars

Leontini sulla riforma elettorale:
"Importantissima, ma non urgente"


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Chi pensava che il finesettimana portasse a una tregua tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione all’Assemblea regionale siciliana dovrà ricredersi. Domani si riunirà la commissione Affari istituzionali,chiamata a discutere della riforma della legge elettorale, e i contrasti che avevano infiammato il dibattito nei giorni scorsi non sembrano sopiti... anzi.

All’ultima seduta erano presenti gli esponenti dell’Mpa, del Pd, dell’Udc e Fli.
Assenti i rappresentanti del Pid, del Pdl e Forza del Sud che avevano chiesto, senza però ottenerlo, un rinvio. La riunione ha portato a un accordo di massima che prevede la scheda unica con l’obbligo di esprimere la preferenza sia per il sindaco sia per il consigliere, l’incompatibilità fra carica di assessore comunale o provinciale e consigliere (la metà dei membri della Giunta può essere scelta nel Consiglio) e possibilità di sfiduciare il sindaco anche con un referendum popolare sostenuto da un numero di firme pari a un terzo dei votanti alla consultazione elettorale. Tutti elementi, questi, da convogliare in un nuovo testo di riforma da discutere domani.

Pdl, FdS e Pid però non ci stanno e annunciano battaglia.
“La riforma della legge elettorale – spiega a Livesicilia il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini – è importantissima, ma non urgente come governo e Pd vogliono fare credere. Se chiedessimo ai siciliani cosa è più urgente tra la legge elettorale e il bilancio o gli investimenti per le piccole e medie imprese non avrebbero dubbi. La legge elettorale deve essere frutto di concertazione tra le forze politiche, non può essere varata a colpi di mano.
La settimana scorsa non ci è stato concesso il tempo per discutere del testo di riforma che ci veniva proposto e per questo, con Pid e Fds, abbiamo chiesto un rinvio. Il presidente Minardo ha invece proseguito i lavori e le forze presenti hanno trovato delle intese. Questi accordi confluiranno in un nuovo testo da discutere domani ma che noi, fino a questo momento, non
abbiamo ricevuto”.
“Cosa dovremmo fare? - rincara la dose Leontini – Conoscere il testo domani mattina e avere solo otto ore di tempo per presentare gli emendamenti (il termine per la presentazione scade alle 20 di domani ndr.)? E’ un modo di procedere degno della Repubblica delle banane, vergognoso”.

Per il capogruppo del Pdl “la legge elettorale viene così trasformata in una legge ‘strumentale’, fatta a uso e consumo del Pd per agevolare gli accordi che stanno facendo in vista delle amministrative di maggio”.

“Abbiamo scritto una lettera al presidente dell’Ars, Francesco Cascio, chiedendo di intervenire – ricorda Leontini – e di bloccare l’iter di riforme che in sessione finanziaria non potrebbero trovare spazio. Da tre anni ricorriamo all’esercizio provvisorio, i cittadini hanno sempre più disagi e noi puntiamo su ‘diversivi’ come la legge elettorale. Non è possibile andare avanti così. Aspettiamo per oggi un’iniziativa del presidente”.

Se però dagli uffici di presidenza non dovesse arrivare alcuna risposta, dal Pdl si dicono pronti a “presentare migliaia di emendamenti, da discutere uno per uno”.

La procedura adottata dal presidente della commissione non è però l’unico motivo di malumore del Pdl. “Vogliono introdurre – spiega Leontini – la possibilità che il sindaco venga sfiduciato tramite referendum popolare ma questo significa rendere ancora più instabile il sistema. Introdurre questa possibilità equivale a una bomba a orologeria pronta a esplodere: nei comuni dove il primo cittadino ha ottenuto una maggioranza del 51%, ad esempio, la prima discussione con un assessore o un consigliere potrebbe portare alla raccolta di firme. Non è concepibile”.


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