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Il blitz della polizia

Estorsioni e usura:
sette arresti a Messina


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, Cronaca
La polizia ha eseguito a Messina sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti degli esponenti di un'organizzazione accusati di usura, estorsioni e riciclaggio. Gli indagati avrebbero praticato prestiti con interessi fino al 300% servendosi per fare pressioni sulle vittime dell'appoggio di un noto esponente della criminalità locale del clan Mangialupi di Messina. Tra le vittime un noto avvocato messinese che per cercare di restituire il denaro agli usurai ha anche commesso dei reati.

A capo dell'organizzazione criminale che a Messina praticava tassi usurai ed estorsioni, con un giro di milioni di euro c'era, secondo i magistrati, Nunzio Venuti: nel suo studio accoglieva le persone che avevano bisogno di prestiti e alle quali diceva di essere avvocato e perito assicurativo, pur non essendolo. Venuti si avvaleva di un procacciatore: Mario Ungaro, che trovava per lui le vittime da vessare. Le vittime dell'usura erano costrette anche a pagare interessi mensili che andavano dal 20 al 30% fino a raggiungere a causa dei continui incrementi dal 240 al 360% di interessi annui. Se le vittime non pagavano venivano minacciate e picchiate da Bendetto Aspri, esponente del clan Mangialupi. I soldi dell'usura venivamo poi gestiti, sempre secondo l'accusa, da Mario Ungaro e da Felicia De Salvo che riciclavano il denaro. Anche Gaetano Vento, cognato di Venuti si intestava fittiziamente dei beni per riciclare il denaro. Tra le vittime
dell'usura c'era anche l'avvocato Tommaso D'Arrigo che per cercare di riuscire a pagare gli usurai si è messo anche lui ad aiutarli nella loro attività. L'avvocato avrebbe poi anche raggirato insieme ad un altro indagato Lorenzo Bilardo il
docente universitario Placido Migliardo dal quale si è fatto consegnare la liquidazione che ammontava a 121 mila euro.


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