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Palermo. Operazione della Dia

Mafia, sei arresti: ecco i nomi
Le indagini sul prestanome di Binnu


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, Cronaca
Un'operazione antimafia della Dia è stata effettuata in provincia di Palermo. Gli investigatori hanno esegueito sei ordini di custodia cautelare nei confronti di presunti appartenenti alle famiglie mafiose di Partinico e Carini ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, tentata estorsione ed estorsione aggravata ai danni di alcuni imprenditori edili. Nella rete sono caduti alcuni presunti boss e fiancheggiatori delle cosche. Nel corso delle indagini sono state registrate alcune riunioni durante le quali i taglieggiatori imponevano alle vittime le modalità e i tempi per la consegna delle somme di denaro richieste. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Palermo Antonio Ingroia e dai sostituti procuratori Gaetano Paci e Francesco del Bene. I dettagli dell'operazione saranno illustrati alle ore 10 nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella palazzina M del Palazzo di giustizia di Palermo.

Questi gli arrestati nell'operazione antimafia della Dia di stamattina fra Carini e Partinico, nel palermitano: Calogero Giovan Battista Passalacqua, alias 'Battistuni', settant'anni, posto ai domiciliari; Vito Failla, 45; Giacomo Lo Duca, alias 'furchetta', 58; Andrea Lo Duca, 30. Un ordine di custodia cautelare in carcere è stata notificato a Leonardo Vitale, 25, e ad Alessandro Arcabascio, 38.

Sono partite dall'imprenditore Andrea Impastato, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine per essere un prestanome di Bernardo Provenzano, le indagini che questa mattina hanno portato all'arresto del capofamiglia di Carini, Calogero Passalacqua, e ai suoi tre fiancheggiatori Vito Failla e Giacomo e Andrea Lo Duca. Altri due ordini di custodia cautelare sono stati notificati in carcere a Leonardo Vitale, mafioso di Partinico,e Alessandro Arcabascio. Impastato, titolare delle aziende di Calcestruzzi Meditur e Prime Iniziative a Carini, dopo aver scontato la condanna a quattro anni di reclusione per mafia, è uscito dal carcere a dicembre 2008. Fin da gennaio 2009, pensando che potesse rientrare nel giro mafioso, gli inquirenti lo hanno messo sotto controllo. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno scoperto che Impastato riceveva intimidazioni nonostante la sua azienda fosse sottoposta a misure di prevenzione che gliene impedivano la gestione.

Non potendo assolvere alle richieste, Impastato ha ricevuto diverse visite da Failla e dai Lo Duca, tutte registrate dagli inquirenti. In una di queste intercettazioni, gli uomini di Passalcqua hanno minacciato Impastato di fargli chiudere l'azieda. "Ti mettemu i catenazzi" (ti mettiamo i catenacci), dicono all'imprenditore. Seguendo questa pista, gli inquirenti hanno scoperto altre intimidazioni a tre imprenditori palermitani e hanno filmato l'unica estorsione consumata (le altre sono solo tentativi di estorsione non andate a buon fine per l'intervento delle forze dell'ordine). In questo caso, l'imprenditore ha consegnato agli estortori duemila euro. Negli altri due casi ai titolari delle imprese di Palermo non sono state fatte richieste di denaro ma venivano imposte le aziende dalle quali rifornirsi di materiale edile. A casa di Andrea Lo Duca sono stati inoltre trovati cinquecento grammi di marijuana.


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