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Rovinato dalla mala

Da vittima del racket a rapinatore
Condannato un imprenditore siciliano


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condanna, imprenditore siciliano, mafia, Cronaca
A margine del processo in cui è stato condannato ad un anno e 4 mesi di reclusione con l'accusa di tentata rapina aggravata, è emerso che un ex imprenditore di 46 anni sarebbe stato costretto a chiudere la sua officina, a Varese, per i debiti contratti per pagare il pizzo alla mala agrigentina, e che avrebbe tentato la rapina per trovare i soldi per sfamare i suoi figli. Un imprenditore, di 46 anni, A.B., siciliano di origine, ma domiciliato a Sanremo, è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione con l'accusa di tentata rapina aggravata.

A margine del processo, che si è svolto, ieri, davanti al Collegio del tribunale matuziano, è emerso che l'uomo (difeso dall'avvocato Margherita Pantano, di Chiavari) aveva tentato di rapinare, il 4 novembre scorso, a Sanremo, una donna di 29 anni, per trovare i soldi per sfamare i figli piccoli in quanto disoccupato, dopo essere caduto in disgrazia per colpa del racket. L'imprenditore, infatti, che fino a qualche anno fa, era proprietario con i fratelli di un'officina meccanica in provincia di Varese, avrebbe perso tutto per colpa del pizzo che sarebbe stato costretto a versare alla mala dell'agrigentino.


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