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L'ex segretario di Caltagirone

Cardiel, l'eretico del Pd:
"Attenti, così si chiude"


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cardiel, pd, Politica
“Lo sa quante persone sono venute a sbattermi la tessera del Pd in faccia e a dirmi che dopo la scelta del sostegno a Lombardo non ne volevano sapere più niente del partito? Questi sono problemi che ha soltanto chi sta dalla mattina alla sera nei territori, conosce la gente e conosce i problemi delle realtà locali”.

Inizia così lo sfogo di Gaetano Cardiel, ex segretario del circolo Pd di Caltagirone, rimosso dal suo incarico per aver convocato il referendum tra gli elettori e avere agito contro le decisioni degli organismi. Cardiel racconta la sua amarezza a Live Sicilia in una lunga intervista sullo stato delle cose nel partito. E precisa:  “Considero coloro che hanno sponsorizzato il sostegno alla giunta come miei amici che stanno facendo un errore”.

La consultazione di Caltagirone è stata da molti sminuita a partire dai numeri, che non ne confermerebbero il successo. Ma Cardiel sottolinea: “Quando, alle primarie del 2009, Giuseppe Lupo fu eletto segretario del Pd, si parlò di grande successo, 200 mila siciliani votarono a quelle consultazioni. Nella sola Caltagirone votarono 1570. Questa volta si sono presentati alle urne in 2124 e si parla di fallimento. Ad ogni modo, io credo che non ci troviamo davanti a una questione di numeri e se proprio devo fare una valutazione politicamente corretta, devo ammettere che il commissariamento da parte di Lupo ha inciso tantissimo sull'affluenza al voto. Le nostre stime più ottimistiche confermavano il dato del 2009. Credo che moltissimo sia dipeso dall'onda emotiva causata da quel gesto, politicamente scorretto e giuridicamente infondato. Guai quando un dirigente prova ad arginare il mare”.

“Quando abbiamo immaginato questa consultazione democratica – prosegue l'ex segretario del circolo – mai ci saremmo aspettati questa sovraesposizione mediatica. Io credo che sia stato legittimo da parte della dirigenza cambiare linea rispetto a quella votata nel 2009, proprio perché sono cambiati gli scenari politici. Ma nessuno può negare che sia altrettanto legittimo chiedere alla propria base cosa ne pensi. Poi avremmo potuto chiamarlo 'referendum', o 'consultazione', piuttosto che 'vattelappesca', non è quello il problema. Noi abbiamo fatto tutto assolutamente nel rispetto delle norme. Ma anche se così non fosse, lei pensa che possa esistere uno statuto che vieta a un segretario di chiedere alla propria base un parere su un determinato argomento? Il Pd è stato fondato su questo principio. E quando è stato eletto Veltroni, il primo segretario, non sono stati chiamati a raccolta gli iscritti o i tesserati, ma la proposta politica è stata quella di un partito che si aprisse alla società. Gli istituti di partecipazione non sono un dettaglio. La democrazia è partecipazione. Permetti, insisto, segretario Lupo, che avendo tu cambiato legittimamente linea politica, io chieda alla mia base cosa ne pensi?”.

E ancora, secondo Cardiel, la mossa di Lupo non sarebbe stata una sorta di 'autogol', come molti l'hanno definito: “Col commissariamento – dice – la dirigenza ha fatto una cosa molto grave. E ciò che mi spiace di più è questo modo con cui si è cercato di insinuare dubbi gravi sull'integrità morale di chi sta dall'altra parte. Non si fa in politica, ma soprattutto è una cosa che non si fa nella vita. Lumia, Cracolici, coloro che hanno sponsorizzato il sostegno alla giunta, io non li considero degli scellerati o dei collusi, come invece sono stati additati da altri. Penso che siano dei miei amici che stanno facendo un errore. Perché qui non c'è un centrodestra che si è sgranato per l'ottima opposizione del Pd”.

Al contrario, conclude Cardiel: “Qui c'è un governatore che somiglia molto a quegli organismi che si nutrono degli organismi più deboli, un po' come Craxi. Ecco, questo 'Craxi minore' è, per quanto mi riguarda, certamente un tattico abilissimo, ma anche un pessimo amministratore. La gente se ne sta rendendo conto, ogni giorno di più. E dalla posizione in cui si trova il mio partito in questo momento, il ruolo del Pd rischia di essere cancellato definitivamente”.


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