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SIRACUSA. Con lui, presunti "complici"

Soldi per annullare protesti
Arrestato un cancelliere


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In cambio di soldi avrebbe permesso l'annullamento di protesti e favorito l'emissione di decreti di riabilitazione da parte del Tribunale in assenza dei presupposti di legge: è l'accusa contestata ad un cancelliere di Siracusa, Giuseppe Lorefice, di 57 anni, che è stato arrestato dalla polizia per corruzione e peculato. Nei suoi confronti agenti della Digos della Questura hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere. Analogo provvedimento è stato notificato ad un ex ufficiale giudiziario, Giovanni Battista Comparone, di 67 anni, a un funzionario della Camera di commercio di Siracusa, Salvatore Trombatore, di 48 anni, al presidente dell'Associazione tutela utenti del credito e consumo (Atucec) di Siracusa, Giacinto Colosi, di 55 anni, e alla sua vice, Vincenza D'Amico, di 40 anni.

Il procuratore capo di Siracusa, Ugo Rossi, che ha coordinato le indagini della polizia di Stato, ha chiesto misure interdittive nei confronti di altri funzionari pubblici, la cui posizione è al vaglio del Gip. Secondo l'accusa, Lorefice, dal 2003 al 2009, si sarebbe inoltre appropriato di 200mila euro, il denaro consegnato dalle parti per l'acquisto delle marche da bollo per il contributo unificato. Trombatore avrebbe inserito falsi dati nel registro informatico dei protesti della Camera di commercio su richiesta di Colosi, D'Amico e Comparone, che sono indagati per corruzione di pubblico ufficiale, truffa e falso.


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