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Palermo-Sampdoria 3-0

Tre squilli rosanero


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maccarone, miccoli, migliaccio, Sport
Il Palermo mette in campo la sua qualità superiore. La Samp ci prova con un gioco di squadra che, almeno per un tempo, è apparso in grado di tenere botto. Finisce come deve, vincono i più dotati. Nulla di nuovo sotto il sole del pallone. La differenza è nei piedi dei singoli, nei tacchetti dei solisti. In questo caso, la differenza la fa Fabrizio Miccoli, purosangue talentuoso e immarcescibile. La Samp? Una guanigione di ragazzotti ben disposti e volenterosi, ma senza guizzo, né estro. L'unico col pungiglione è Pazzini, orfano di Cassano. Troppo poco per trasformare in oro il gioco.

All'inizio, i blucerchiati spaventano i rosanero, con qualche tremulo babau. Belle trame, bella profondità. Sirigu vola da par suo un paio di volte. E quando non ci arriva, ci pensa una sciagura (cioè una provvidenza) chiamata Marilungo. In teoria, schierato in attacco per la Samp. In pratica uomo aggiunto nella difesa rosanero. Primo tempo con stille di sofferenza autentica. Poi ci pensa Miccoli (un po' troppo nervosetto). Arpiona un pallone vagante e lo tramuta in bottino alle spalle dell'attonito Curci, con un tocchetto di fino a pelo di prato. La Sampdoria rientra negli spogliatoi scossa, si specchie negli occhi increduli del suo portiere.

Con la ripresa, la seconda "timpulata". Amarcord. Genio Miccoli apre. Balzeretti sembra Bruno Conti su una lieta fascia dell'anno di grazia '82. Migliaccio alla Pablito contro la Polonia. Due a zero. A quel punto, il Palermo sale in cattedra e lascia le briciole agli orfani di Cassano. Miccoli e soci nascondono la palla, giocano a gatto e topo. Si divertono. Si diverte pure il "Barbera". Zuccherino anche per Maccarone, servito da un generoso Ilicic. Diagomale dei nei giorni e gol. Big Mac sorride ed è un bene. Ci sarà bisogno anche di lui.


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