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Intervista ad Andrea Vecchio

"Lo Bello ha ragione
Lombardo? Fa bene"


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Andrea Vecchio, presidente dell'Ance Catania e imprenditore “antiracket”, ha letto l'intervista di Ivan Lo Bello?
“Sì, l'ho letta”.

Il presidente di Confindustria ha parlato di una Catania capitale della mafia, denunciando la penetrazione della mafia nei grandi affari. È d'accordo?
“Lo Bello ha perfettamente ragione. Con lui abbiamo parlat tante volte di queste cose. Nel nostro settore, quello dell'edilizia, ci sono molti aspetti nebuolosi. Anche se il coinvolgimento di imprese iscritte all'Ance è del tutto marginale. Una è stata coinvolta in una grossa inchiesta della procura di Catania e l'abbiamo subito sospesa. Il problema semai è che abbiamo difficoltà a fare nuovi associati, proprio perchè la maggior pare delle imprese sfuggono perchè dovrebbero assoggettarsi a una certa etica di comportamento”.

Il contesto imprenditoriale pervaso dalla presenza dei boss è una cosa che si incontra sul territorio ogni giorno?
“Sul territorio queste cose diciamo che si odorano, si avvetono. È una grande nebulosa, come dicevo”.
Lo Bello ha lanciato un allarme sulla costruzione dei centri commerciali, che avrebbe visto i boss fare la parte del leone.

Che ne pensa?
“E' vero, c'è un problema. Questo centri sono gestiti da grandi catene economiche che vengono dal Nord e la maggior parte di esse, qaundo vengono sul territorio, hanno riferimenti o politici o imprenditoriali di un certo tipo. Ma non passano dal sistema confindustriale. Ho cercato di contattare dei gruppi importanti che dovevano insediarsi a Catana per dire che come Ance eravano disponibili ad assisterli e a presentare delle offerte, ma senza riscontri. Di recente per esempio ho saputo che i lavori per Ikea, che aprirà a Catania, li sta realizzando un'azienda di Verona che si sta rivolgendo per i subappalti ad imprese tutte non iscritte all'Ance”.

Ma con in giro questi mafiosi-imprenditori di cui parla Lo Bello, può esserci un vero mercato?
“Io credo che la magistratura questi imprenditori-mafiosi li stia un po' stroncando. Credo però che rimanga un tessuto connettivo tra politica, burocrazia e grossi investitori. Quello che io ho sempre denunciato è che la malaburocrazia è la palla al piede di questo territorio”.

E quanto alla politica, come valuta l'operato del governo Lombardo?
“Io ho le mie idee politiche ma da imprenditore non le professo. Devo dire però che in questo momento Lombardo e la sua squadra mi sembra stiano facendo cose condivisibili. Io consiglierei una maggiore dinamicità delle azioni, perchè mi sembrano un po' lente”.

E l'inchiesta giudiziaria che coinvlge il presidente della Regione rappresenta un problema o no?
“Lombardo si è difeso. E apparentemente abbastanza bene".


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