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Confindustria Catania

"Analisi di Lo Bello giusta, reale e condivisa"

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"Giusta, reale e condivisa". Così il presidente degli industriali etnei,
Domenico Bonaccorsi di Reburdone, commenta le dichiarazioni al Corriere della sera di Ivan Lo Bello "sulla mafia imprenditrice a Catania". "Se alcuni imprenditori per fare profitti cercano scorciatoie pericolose affidandosi alla mafia, danneggiano tutto il sistema - aggiunge Bonaccorsi di Reburdone - e questo in Confindustria non possiamo consentirlo, perché verremmo meno al patto etico stretto con gli associati che operano senza l'aiuto sleale della criminalità. Mi rendo conto che il processo avviato coraggiosamente da Confindustria con il codice etico per mettere fuori dal sistema le imprese colluse è una strada spesso dolorosa, non sempre facile da percorrere, ma il processo è iniziato, e indietro non si torna. E così operiamo, giorno per giorno, senza tentennamenti o indulgenze. A tutti i nostri soci abbiamo già richiesto l'esplicita adesione al codice etico e al Protocollo di legalità fra Confindustria e ministero dell'Interno".

"Lo sviluppo vero non si può basare su un'economia drogata da capitali e da metodi illeciti e Confindustria Catania - sottolinea il presidente dell'associazione - non abbasserà la guardia e continuerà a vigilare affinché rimanga netta la linea di demarcazione tra imprenditoria sana, che con sacrificio e impegno produce ricchezza e occupazione, contribuendo alla pace sociale e allo sviluppo economico, e quanti invece traggono vantaggio fuori dalle regole".


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