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La presentazione

“Il venditore di pensieri”
e il processo alla “sicilitudine”

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aldo sarullo, venditore pensieri
"Cosa c'è da essere orgogliosi nell'essere siciliani??". La provocazione la lancia il giornalista Tano Gullo e subito in sala s'accende il dibattito. E così, la presentazione del libro "Il venditore di pensieri" di Aldo Sarullo (Novantacento edizioni, 160 pagg., 13 euro) si trasforma in un appassionato "processo" alla Sicilia e ai siciliani. Con impietosi atti d'accusa e difese appassionate.

Tano Gullo presenta il volume di Sarullo, regista, drammaturgo e “comunicatore” come “un’esplosione di intelligenza”. L’attrice Stefania Blandeburgo ne legge alcuni passi, che ammaliano la platea, in una sala convegni di Assindustria Palermo stracolma. Emozione in sala, quando viene letto il brano che racconta l’incontro di Sarullo con il tenente dei carabinieri Carmelo Canale, presente in sala, e in poche righe si ripercorre l’odissea giudiziaria dell’ufficiale braccio destro di Borsellino ingiustamente accusato di collusioni con la mafia.

Si discerta di poesia, di Dio e di Sicilia. E lì arriva l’obiezione di Gullo: “Solo una cosa ti contesto, Aldo: questo culto della palermitudine, della sicilitudine… Io mi guardo attorno e non mi pare che ci sia da essere fieri di essere siciliani”. Provocazione che centra il segno. La platea si divide, i sicilianisti rumoreggiano e intervengono a difesa dell’Isola, altri invece condividono l’osservazione con rammarico.

Sarullo spiega: “Questo è il luogo dell’individualismo sfrenato. Può non piacere, ma è così. Nel mio libro racconto un aneddoto citato da Montanelli. Durante la guerra spagnola, nel mezzo di un combattimento, c’era un tizio che restava in disparte col fucile appoggiato al muro. Ma quando gli scoppiò una granata vicino che lo ferì di striscio, impugnò il fucile e disse: ‘a mmia?’”.

Giuseppe Ayala, seduto in prima fila accanto a Canale, prende la parola. E parla dello scempio di Palermo, incarnato a suo dire da almeno due luoghi simbolo: la Marina, dove le macerie dei bombardamenti hanno rubato 300 metri di mare alla città, e via Libertà, un tempo meraviglia del liberty, devastata dai palazzoni. “Quando il venerdì prendo l’aereo per venire a Palermo sono felice. Quando il lunedì prendo l’aereo per andare via, sono felice”, sintetizza il magistrato. La platea, dove tra gli altri siedono la senatrice Simona Vicari e il mitico Pesciolino, consigliere retino degli anni della Primavera (tra i personaggi raccontati da Sarullo nel suo zibaldone), mostra segnali di approvazione.


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