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I dilemmi di Giuseppe Lupo

Tutti i dubbi del segretario

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giuseppe lupo, governo, pd, raffaele lombardo, Politica
Coloro che sono vicini a Giuseppe Lupo - uomo chiaramente masochista, proiettato verso una luminosa carriera sindacale, che scelse di diventare segretario del Pd in Sicilia - lo descrivono dubbioso e quasi affranto. In linea di principio, con i comunicati ufficiali, Lupo continua a sostenere le famose tesi cracoliciane. Avanti tutta col governo Lombardo, fino a quando non capiti un accidente giudiziario insostenibile per un partito legato a filo doppio alla cultura e alla propaganda legalitaria. Dietro le quinte, "Peppino" (così lo chiamano) appare recalcitrante. E qualche gola profonda lo descrive fortemente insofferente.  Insomma, Lupo ha capito che l'esperienza di governo Raffaelita sta diventando una zavorra per il Pd, anche alla luce della presa di posizione di Addiopizzo.

Lo è già nel consenso e nelle chiacchiere dei militanti e dei votanti. Molti non hanno mai digerito l'inquilino di Grammichele. E i recenti risvolti investigativi hanno fortificato le perplessità di coloro che si sono sempre sottratti a un abbraccio ritenuto potenzialmente mortale. Figuriamoci se - con ogni scongiuro possibile - la situazione dovesse precipitare. Già adesso Raffaele Lombardo è un boomerang per il centrosinistra siciliano che si riconosce nelle tesi cracoliciane. Ha garantito l'ingresso nella stanza dei bottoni. Ma quanti saranno i voti pidini alle elezioni che prima o poi si terranno? Così Lupo nicchia, tentenna. Non rosicchia penne e matite come l'augusto alleato. Tuttavia - perfino nei comunicati - lancia colpi di spingardino, sulla paralisi che "deve essere sbloccata", sulla intolleranza di eventuali "profili di illegalità". Mortaretti, certo. Diventeranno cannonate?


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